CLAUDIO BELTRAMELLO E LA SANITA’ VENETA
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Le possibili soluzioni alla crisi della sanità in Veneto
Medici di medicina generale: l’avamposto che rischiamo di perdere
In Veneto la carenza di medici di medicina generale non è un’ipotesi: è già realtà.
Negli ultimi anni la Regione ha perso circa 350 medici in attività (2020-2024).
Secondo la Fondazione Gimbe, al 1° gennaio 2024 mancherebbero 785 medici per garantire il rapporto “ottimale” (1 medico ogni 1.200 assistiti) nella nostra regione.
Intanto il carico per chi resta è sempre più pesante: oggi il medico di famiglia veneto ha mediamente 1.546 assistiti, ben oltre la media nazionale e oltre la soglia accettabile.
Sono questi i numeri che spiegano l’impossibilità per molte persone, soprattutto le più fragili, di trovare un medico vicino, di ottenere visite tempestive o semplici risposte di routine. Questo avamposto della sanità rischia di venire meno proprio là dove serve di più.
Non possiamo accettare che, nella nostra terra, la salute diventi un lusso. Difendere la sanità pubblica significa anche ricostruire la medicina di base, rendere la professione attrattiva, garantire che ogni cittadino, ovunque viva, abbia vicino un medico che sappia ascoltarlo e che se prenda cura.
La sanità pubblica non è un privilegio: è un diritto.
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Valorizzare i professionisti
La sanità veneta valorizzare professionisti è una questione urgente. Nel video, Claudio Beltramello spiega le criticità del sistema sanitario pubblico e propone soluzioni concrete per valorizzare medici, infermieri e tutti gli operatori che garantiscono cure ogni giorno.
Perché la sanità veneta rischia di perdere i professionisti
Oggi la sanità veneta affronta due grandi problemi:
- Carenza di personale in entrata
- Fuga continua di medici, infermieri e professionisti dalla sanità pubblica
Molti lasciano il sistema perché non si sentono valorizzati, ascoltati o rispettati.
Inoltre, i carichi di lavoro elevati rendono il lavoro spesso insostenibile.
Senza chi lavora negli ospedali e nei servizi territoriali, nessun modello sanitario può reggere.
Le cause della fuga dei professionisti
- Scarsa valorizzazione delle competenze
- Condizioni di lavoro difficili e stressanti
- Mancanza di ascolto e riconoscimento
- Carichi e turni troppo pesanti
Investire sulle persone: la priorità di Claudio Beltramello
Secondo Claudio Beltramello, il primo investimento deve partire dalle persone.
Valorizzare i professionisti significa:
- Garantire condizioni di lavoro dignitose
- Restituire orgoglio a chi mantiene il sistema sanitario
- Ascoltare e coinvolgere il personale nelle decisioni
- Offrire formazione continua e opportunità di crescita
Proposte concrete per la sanità veneta
- Migliorare le condizioni di lavoro di medici e infermieri
- Ridurre i carichi di lavoro e ottimizzare i servizi
- Incentivare la formazione continua
- Promuovere la partecipazione attiva dei professionisti nelle decisioni
Sanità pubblica forte e vicina ai cittadini
Per avere una sanità veneta forte, è fondamentale partire dalla valorizzazione dei professionisti.
Il video di Claudio Beltramello spiega come rafforzare il sistema sanitario pubblico e garantire un servizio efficiente e sicuro a tutti i cittadini.
Guarda il video e resta aggiornato
Guarda il video su Facebook per seguire gli aggiornamenti e approfondire le proposte di Claudio Beltramello per la sanità veneta.
PROBLEMA DEGLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI
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Per avere un’idea generale di Claudio sulla sanità, i suoi interventi significativi sono stati raggruppati nella pagina: “ Claudio Beltramello e la sanità veneta”
DODICI ANNI A DIFESA DELL’OSPEDALE
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Da più di dieci anni mi batto per un servizio che riguarda tutti noi: il futuro dell’Ospedale di Castelfranco.
Non è stato un impegno “a spot”, né una battaglia dell’ultimo minuto. È stato un lavoro costante, testardo, spesso contro un’amministrazione che continuava a dire che andava tutto bene.
Insieme a tutti i gruppi di opposizione in Consiglio comunale — dal Partito Democratico a tutte le altre forze di minoranza — abbiamo fatto ciò che molti non volevano vedere:
abbiamo convocato una quindicina di consigli comunali dedicati, quando nessuno voleva affrontare il tema;
abbiamo partecipato alle manifestazioni e alle iniziative pubbliche insieme al Comitato per la Difesa dell’Ospedale;
abbiamo portato dati, documenti, proposte e richieste di trasparenza;
abbiamo denunciato lo smantellamento progressivo dell’ospedale generalista, mentre lo IOV avanzava con ritardi e senza rispettare i tempi annunciati.
Negli anni mi sono occupato anche di molto altro: sanità territoriale, personale sanitario, RSA, consultori, prevenzione.
Ma il destino dell’Ospedale di Castelfranco è sempre rimasto una delle mie battaglie più chiare e più radicate.
E tra i tanti temi della sanità e del sociale di cui mi occuperò se sarò eletto in Consiglio regionale, ci sarà sicuramente anche questo.
P.S.
A chi dice che mi sto occupando dell’ospedale solo in questa campagna elettorale, rispondo con un ricordo preciso.
Alla riunione del Comitato in difesa dell’Ospedale sotto la Torre di Castelfranco, era il 2016, ho conosciuto Daiana Bettin. Lei era lì come ostetrica: si batteva per la sua sala parto, per il suo reparto, per un modello di nascita rispettoso e vicino alle famiglie.
È iniziata così: due persone che difendevano lo stesso ospedale, da prospettive diverse, ma con la stessa idea di comunità.
E oggi i miei figli sono la prova vivente che questa battaglia la porto avanti da almeno un decennio.
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PER ABBATTERE LE LISTE D’ATTESA, SERVE PERSONALE SANITARIO
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Non slogan, non magie: servono medici, infermieri, tecnici, fisioterapisti, OSS. Senza di loro arrivare a eliminarle diventa un’ utopia.
Per garantire cure tempestive nei pronto soccorso serve personale sanitario.
Perché senza organici adeguati i tempi si allungano, la qualità cala, le persone aspettano e soffrono.
Per assistere gli anziani nelle RSA e a domicilio serve personale sanitario, OSS in particolare.
La differenza tra abbandono e dignità la fanno sempre le persone.
Per la prevenzione, quella vera, serve anche personale sanitario.
Perché senza professionisti sul territorio la prevenzione resta una parola vuota.
Per curare una malattia cronica serve personale sanitario.
Perché la continuità delle cure non la garantiscono gli slogan, ma chi ogni giorno ci mette competenza e umanità.
E poi, le due verità più semplici e più potenti:
Per nascere in sicurezza serve personale sanitario.
Per morire con dignità serve personale sanitario.
Senza di loro, la sanità pubblica non esiste.
Puoi costruire ospedali, inaugurare reparti, tagliare nastri, comprare tecnologia.
Ma se mancano medici, infermieri, ostetriche, tecnici, OSS, fisioterapisti, psicologi, assistenti sanitari… restano solo edifici vuoti.
Le mie priorità?
Sanità. Sanità. Sanità.
E quando dico sanità, dico professionisti sanitari: valorizzarli, attrarne di nuovi, trattenerli. Solo così il Veneto torna a garantire un servizio pubblico forte, accessibile, umano.
Sanità: serve aggiungere altro?
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MEDICI DI MEDICINA GENERALE: LA VERITA’ DIETRO LA CARENZA
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Sulla mancanza di medici di medicina generale c’è sempre una gran confusione.
E troppo spesso, in Veneto, si scarica la colpa su Roma.
Ma una domanda semplice andrebbe fatta: chi richiede le borse di studio per la formazione dei medici di medicina generale? E chi può, volendo, aggiungerne?
La risposta è chiara: la Regione.
Negli ultimi anni non si è investito abbastanza nella formazione e nella programmazione, e oggi ne paghiamo le conseguenze: migliaia di cittadini senza medico di base, ambulatori chiusi e ospedali e pronto soccorso in sofferenza, costretti a farsi carico anche di situazioni che dovrebbero essere gestite sul territorio.
Non lo dico solo io: la FIMMG Veneto (il sindacato dei medici di famiglia) lo denuncia da anni.
Già nel 2021 avvertiva che “oltre il 40% dei medici veneti andrà in pensione nei prossimi anni, con gravi disagi per i cittadini” (Quotidiano Sanità).
E nel 2023 segnalava ancora i ritardi nei bandi di formazione come “un ulteriore indicatore negativo sull’effettiva volontà della Regione di investire nell’assistenza primaria” (Quotidiano Sanità).
Quando si ignorano per anni gli allarmi dei professionisti, il risultato è quello che vediamo oggi: cittadini senza medico, territori scoperti, pronto soccorso al collasso.
Non è una fatalità, è una scelta politica.
E serve una svolta: più formazione, più borse di studio, più attenzione al territorio.
Perché una buona sanità parte sempre da vicino, dal medico di famiglia.
Sanità. Serve aggiungere altro?
Per avere un’idea generale di Claudio sulla sanità, i suoi interventi significativi sono stati raggruppati nella pagina: “ Claudio Beltramello e la sanità veneta”
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FOCUS SULLA SANITA’: INFERMIERI. DISABILITA’. LISTE D’ATTESA. PREVENZIONE
Per avere un’idea generale di Claudio sulla sanità, i suoi interventi significativi sono stati raggruppati nella pagina:
“ Claudio Beltramello e la sanità veneta”
GARANTIRE LA SANITA’ PUBBLICA A TUTTI: IMPEGNO DEI CANDIDATI DEL PD ALLE ELEZIONI POLITICHE DEL 25 SETTEMBRE
Premesso che:
– L’Art. 32 della Costituzione sancisce che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.
Tale principio ha trovato piena attuazione nel 1978 con l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, riforma promossa ed attuata dall’allora Ministro della Sanità Tina Anselmi, prima donna Ministro in Italia, partigiana e veneta. In questi giorni abbiamo assistito ad un pesante oltraggio alla sua figura e alla sua memoria attraverso l’imbrattamento con una svastica di una targa a lei dedicata nella città di Torino.
Al fine di onorare concretamente il suo enorme lascito morale, si ritiene opportuno promuovere tra i candidati in Veneto (terra di origine di Tina Anselmi cui è rimasta fortemente legata tutta la vita) un impegno specifico per portare avanti il suo operato in relazione al Servizio Sanitario Nazionale (la legge 833/78 che ha istituito il SSN è considerata la più importante riforma della storia della Repubblica Italiana).
– La recente pandemia legata al Covid ha inequivocabilmente confermato la fondamentale importanza di un Servizio Sanitario Pubblico universalmente accessibile e ben funzionante. Tuttavia in questo momento il SSN è in una fase critica per la sua sostenibilità futura a causa dei problemi legati al suo finanziamento ed alla carenza di professionisti sanitari. Queste difficoltà stanno spalancando le porte ad una irreversibile deriva privatistica del sistema che è necessario urgentemente impedire;
– Il programma presentato dal Partito Democratico esplicita in modo chiaro che il SSN è un bene pubblico fondamentale da tutelare ed entra nel merito di specifiche azioni ed iniziative finalizzate a valorizzarlo.
Tutto ciò premesso, i sottoscritti candidati del Partito Democratico in Veneto, qualora eletti nel prossimo Parlamento, si impegnano a:
ZORZI SOTTOSCRIVE IL DOCUMENTO “GARANTIRE LA SANITA’ PUBBLICA PER TUTTI”
SINTESI DELL’AGORA’: Mortalità delle donne per cancro al seno: cosa vogliamo dal Servizio Sanitario Nazionale?
SINTESI DELL’AGORÀ
Il cancro alla mammella, se diagnosticato per tempo e correttamente, è quasi sempre curabile e risolvibile; eppure è tuttora in Italia, anche in Veneto, la prima causa di morte delle donne in età giovane e adulta [Tra i giovani adulti (25-44 anni) le principali cause di morte tra gli uomini sono i traumi (incidenti stradali e suicidi), mentre tra le donne la principale causa è il tumore della mammella cui seguono i traumi. Tra gli adulti (45-64 anni) le cause predominanti sono i traumi e le cardiopatie ischemiche tra gli uomini e il tumore della mammella tra le donne *]. Cosa si può fare per tutelare meglio la salute delle donne? E per ridurre la mortalità? Cosa vogliamo dal Servizio Sanitario Nazionale? A quale età deve iniziare lo screening? Perché ci sono differenti strategie adottate dalle diverse Regioni? È possibile stabilire un LEA (livello essenziale di assistenza) di migliore qualità ed efficacia valido per tutta Italia? È davvero un problema che riguarda solo le donne?
Se ne è discusso con autorevoli contributi dal Veneto e dalla Regione Emilia Romagna: la dr.ssa Rita Vacondio responsabile dell’Unità di Diagnostica Senologica dell’ospedale di Reggio Emilia, il dr. Bernardino Spaliviero radiologo senologo, la dr.ssa Beatrice Marcon ginecologa, il dr. Claudio Beltramello responsabile del Gruppo Sanità del PD Veneto, e altre persone presenti in sala oppure collegate on line. Hanno portato il loro saluto e contributo Giulia Tonel, portavoce delle Donne democratiche della provincia di Treviso, Annamaria Bigon, Consigliera regionale del Veneto, Teresa Spaliviero, segretaria del Circolo PD di Castelfranco Veneto. Sono state formulate tante riflessioni e proposte. È stata evidenziata la criticità rappresentata dal divario tra Regioni, soprattutto nel confronto tra Regioni del centro-nord e quelle dell’Italia meridionale e insulare, ma anche il divario presente nella stessa area settentrionale, ad esempio tra Regione Emilia Romagna (dove lo screening comincia a 45 anni e l’offerta attiva del servizio porta ad un tasso di adesione molto elevato) e Regione del Veneto (con screening solo dai 50 anni, per citare solo una differenza). Il divario tra Regioni riguarda tanti aspetti: la modalità di condurre lo screening mammografico, le fasce d’età delle donne coinvolte, l’ampiezza della platea di donne che non hanno la possibilità di accedere a validi screening, la tempestività e l’accuratezza di diagnosi approfondite, la presa in carico costante in tutto il percorso di cura. Si è ribadita la necessità di ridurre le differenze territoriali, non ci devono essere donne “privilegiate” perché vivono nel centro nord e donne “sfortunate” con una maggiore probabilità di morire giovani per cancro al seno solo perché vivono al sud. Bisogna contenere l’attuale eccessiva regionalizzazione della sanità. Bisogna estendere ed applicare davvero in tutto il territorio nazionale uno stesso protocollo di PDTA (percorso diagnostico terapeutico assistenziale) già attuato nelle regioni più avanzate, come l’Emilia Romagna, che comprende anche l’assistenza psicologica per la donna e per la sua famiglia, soprattutto in presenza di bambini piccoli.
PROPOSTE CORRELATE:
Favorire la specializzazione medica in RADIOLOGIA e l’ulteriore specializzazione in SENOLOGIA.
Ricerca-studio sui COSTI di: donna morta per cr al seno, donna guarita, diagnosi precoce.
SCREENING MAMMARIO: ridurre il divario tra regioni e migliorare le modalità organizzative
Contrastare la fuga dei medici dal Servizio Sanitario pubblico
Personalizzare lo Screening Mammario
AGORA’ DEMOCRATICA organizzata dal Circolo PD di Castelfranco Veneto con la Conferenza delle Donne Democratiche della Provincia di Treviso
Mortalità delle donne per cancro al seno: cosa vogliamo dal Servizio Sanitario Nazionale?
Descrizione
ELEZIONI REGIONALI VENETO 20-21 SETTEMBRE 2020
VUOI SALVARE IL NOSTRO OSPEDALE?
CLAUDIO BELTRAMELLO, candidato consigliere regionale, si è molto impegnato con la sua esperienza nell’attuale pandemia con numerosi interventi sulla stampa e video. Segnaliamo in particolare questi 2 video che si riferiscono alla situazione dell’Ospedale di Castelfranco Veneto e alla Sanità nella Regione Veneto:
Video Claudio Beltramello si presenta
Video. Ospedale di Castelfranco: ecco come stanno davvero le cose Dobbiamo agire per salvarlo
27/5/20 Articolo di Arturo Lorenzoni. Il Veneto ha bisogno di chiarezza, non di giochetti di potere tra correnti di partito che non sa più nascondere di essere diviso in mille pezzi. Tutta la propaganda di queste ore è una manovra di Zaia per assumere la leadership della Lega e estromettere Salvini dalla corsa a futuro candidato Premier. Non a caso la prima ad attaccare è una consigliera della Lista Zaia.
14/4/2020 C’è un #Veneto più forte del #Coronavirus. Nulla, però, sarà come prima.
Sta a tutti i Veneti indicare la direzione del cambiamento, insieme. Arturo Lorenzoni
REGIONALI 2020: Pd perno coalizione di centrosinistra
IL PARTITO DEMOCRATICO E IL SISTEMA SANITARIO E SOCIALE NEL VENETO
IL gruppo Sanità e Sociale del Partito Democratico veneto in stretta sinergia con il gruppo dei Consiglieri regionali e con i referenti delle Segreterie provinciali per la Sanità e il Sociale ha elaborato, in vista delle prossime elezioni regionali, un documento che parte dall’attuale situazione sanitaria e sociale della Regione e dalla constatazione del fallimento della riforma sanitaria Zaia; propone quindi di cambiare urgentemente rotta e a tal fine propone i seguenti punti programmatici:
1. AFFRONTARE SERIAMENTE LA CARENZA DI PERSONALE SANITARIO NELLE STRUTTURE PUBBLICHE E DARE RISPOSTE CONCRETE A CARICHI DI LAVORO NON PIU’ SOSTENIBILI
2. SUPERARE L’ATTUALE ACCENTRAMENTO ESASPERATO DELLE FUNZIONI/DECISIONI E MONITORARE IN MODO TRASPARENTE L’IMPATTO DELL’UNIFICAZIONE DELLE ULSS ATTUATA CON LA RIFORMA
3. RIPORTARE REALMENTE AL CENTRO L’INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA E RIDARE FORZA AL RUOLO DEI SINDACI
4. RAFFORZARE IL TERRITORIO CHE IN QUESTI ANNI E’ STATO “PRESO A PICCONATE”: DISTRETTI, STRUTTURE INTERMEDIE, SERVIZI PER I PAZIENTI PIU’ FRAGILI, RUOLO DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE
5. RIDARE PESO AGLI OSPEDALI SPOKE, INVERTIRE IL TREND DI SMANTELLAMENTO DELLA RETE OSPEDALIERA A FAVORE DEL PRIVATO E GESTIRE REALMENTE IL PROBLEMA DELLE LISTE DI ATTESA
6. AVERE UN NUMERO DI IMPEGNATIVE CONGRUO AI BISOGNI PER LE CASE DI RIPOSO E LE STRUTTURE RESIDENZIALI PER DISABILI FISICI E PSICHICI: DA 10 ANNI E’ TUTTO FERMO!
7. FARE DELLA VERA PREVENZIONE: AMBIENTE DI VITA E DI LAVORO, FUMO, DIPENDENTE
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