• CLAUDIO BELTRAMELLO E LA SANITA’ VENETA

    VideoPuoi costruire nuovi ospedali, inaugurare reparti, tagliare nastri.Ma se mancano le persone, resta solo il cemento.Negli ultimi anni migliaia di professionisti hanno lasciato il servizio pubblico, stremati da turni infiniti, stipendi inadeguati e mancanza di riconoscimento.Se non investiamo nella valorizzazione di chi c’è già e nell’attrazione di nuovo personale sanitario, il sistema rischia di svuotarsi dall’interno.In Veneto serve una svolta: ambienti di lavoro sani, percorsi di crescita, meritocrazia vera e stipendi dignitosi.Solo così potremo garantire una sanità pubblica che funzioni davvero.Sanità. Serve aggiungere altro?

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    Le possibili soluzioni alla crisi della sanità in Veneto

    In Veneto abbiamo solo 1,6 medici ogni 1.000 abitanti che lavorano nel sistema sanitario pubblico.
    La media nazionale è 1,86, e le regioni più virtuose arrivano a 2,5.
    Siamo quart’ultimi in Italia.
    Negli ultimi 5 anni, 3.000 medici si sono autolicenziati dal sistema pubblico.
    Il rischio? Non avere più professionisti che possano garantire cure e servizi ai cittadini.
    Ma le soluzioni ci sono:
    ✅ creare ambienti motivanti e valorizzanti
    ✅ premiare il merito
    ✅ ridurre la burocrazia inutile
    ✅ pagare di più i medici, come già fanno altre regioni
    Queste non sono solo scelte tecniche.
    Sono scelte politiche.
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    Medici di medicina generale: l’avamposto che rischiamo di perdere

    In Veneto la carenza di medici di medicina generale non è un’ipotesi: è già realtà.

    Negli ultimi anni la Regione ha perso circa 350 medici in attività (2020-2024).

    Secondo la Fondazione Gimbe, al 1° gennaio 2024 mancherebbero 785 medici per garantire il rapporto “ottimale” (1 medico ogni 1.200 assistiti) nella nostra regione.

    Intanto il carico per chi resta è sempre più pesante: oggi il medico di famiglia veneto ha mediamente 1.546 assistiti, ben oltre la media nazionale e oltre la soglia accettabile.

    Sono questi i numeri che spiegano l’impossibilità per molte persone, soprattutto le più fragili, di trovare un medico vicino, di ottenere visite tempestive o semplici risposte di routine. Questo avamposto della sanità rischia di venire meno proprio là dove serve di più.

    Non possiamo accettare che, nella nostra terra, la salute diventi un lusso. Difendere la sanità pubblica significa anche ricostruire la medicina di base, rendere la professione attrattiva, garantire che ogni cittadino, ovunque viva, abbia vicino un medico che sappia ascoltarlo e che se prenda cura.

    La sanità pubblica non è un privilegio: è un diritto.

     

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    Valorizzare i professionisti

    La sanità veneta valorizzare professionisti è una questione urgente. Nel video, Claudio Beltramello spiega le criticità del sistema sanitario pubblico e propone soluzioni concrete per valorizzare medici, infermieri e tutti gli operatori che garantiscono cure ogni giorno.


    Perché la sanità veneta rischia di perdere i professionisti

    Oggi la sanità veneta affronta due grandi problemi:

    1. Carenza di personale in entrata
    2. Fuga continua di medici, infermieri e professionisti dalla sanità pubblica

    Molti lasciano il sistema perché non si sentono valorizzati, ascoltati o rispettati.
    Inoltre, i carichi di lavoro elevati rendono il lavoro spesso insostenibile.

    Senza chi lavora negli ospedali e nei servizi territoriali, nessun modello sanitario può reggere.


    Le cause della fuga dei professionisti

    • Scarsa valorizzazione delle competenze
    • Condizioni di lavoro difficili e stressanti
    • Mancanza di ascolto e riconoscimento
    • Carichi e turni troppo pesanti

    Investire sulle persone: la priorità di Claudio Beltramello

    Secondo Claudio Beltramello, il primo investimento deve partire dalle persone.
    Valorizzare i professionisti significa:

    • Garantire condizioni di lavoro dignitose
    • Restituire orgoglio a chi mantiene il sistema sanitario
    • Ascoltare e coinvolgere il personale nelle decisioni
    • Offrire formazione continua e opportunità di crescita

    Proposte concrete per la sanità veneta

    1. Migliorare le condizioni di lavoro di medici e infermieri
    2. Ridurre i carichi di lavoro e ottimizzare i servizi
    3. Incentivare la formazione continua
    4. Promuovere la partecipazione attiva dei professionisti nelle decisioni

    Sanità pubblica forte e vicina ai cittadini

    Per avere una sanità veneta forte, è fondamentale partire dalla valorizzazione dei professionisti.
    Il video di Claudio Beltramello spiega come rafforzare il sistema sanitario pubblico e garantire un servizio efficiente e sicuro a tutti i cittadini.


    Guarda il video e resta aggiornato

    Guarda il video su Facebook per seguire gli aggiornamenti e approfondire le proposte di Claudio Beltramello per la sanità veneta.

  • PROBLEMA DEGLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI

    VIDEO

    RSA, impegnative che mancano e anziani e famiglie sempre più soli.
    In Veneto abbiamo un problema di cui si parla troppo poco: la carenza drammatica di impegnative per le RSA.
    Senza impegnativa, per migliaia di famiglie significa una cosa molto semplice: o si paga tutto di tasca propria — cifre superiori ai 3000 euro — oppure l’anziano non autosufficiente resta a casa.
    Oggi siamo già in difficoltà.
    Domani lo saremo di più: gli anziani aumentano, la non autosufficienza cresce, ma il sostegno pubblico non sta crescendo allo stesso ritmo.
    E questo pesa sulle famiglie, sui Comuni, sugli assistenti sociali, e su tutto il nostro sistema socio-sanitario.
    Io credo che questo sia uno dei capitoli più seri da affrontare nei prossimi anni.
    Serve una Regione che non volti lo sguardo altrove, ma che investa davvero sulla dignità delle persone più fragili e su chi se ne prende cura ogni giorno.
    Perché una società ha valore in base a come tratta chi non può più farcela da solo.

    Per avere un’idea generale di Claudio sulla sanità,   i suoi interventi significativi sono stati raggruppati nella  pagina: “ Claudio Beltramello e la sanità veneta”

  • DODICI ANNI A DIFESA DELL’OSPEDALE

    VIDEO

    Da più di dieci anni mi batto per un servizio che riguarda tutti noi: il futuro dell’Ospedale di Castelfranco.

    Non è stato un impegno “a spot”, né una battaglia dell’ultimo minuto. È stato un lavoro costante, testardo, spesso contro un’amministrazione che continuava a dire che andava tutto bene.

    Insieme a tutti i gruppi di opposizione in Consiglio comunale — dal Partito Democratico a tutte le altre forze di minoranza — abbiamo fatto ciò che molti non volevano vedere:

    abbiamo convocato una quindicina di consigli comunali dedicati, quando nessuno voleva affrontare il tema;

    abbiamo partecipato alle manifestazioni e alle iniziative pubbliche insieme al Comitato per la Difesa dell’Ospedale;

    abbiamo portato dati, documenti, proposte e richieste di trasparenza;

    abbiamo denunciato lo smantellamento progressivo dell’ospedale generalista, mentre lo IOV avanzava con ritardi e senza rispettare i tempi annunciati.

    Negli anni mi sono occupato anche di molto altro: sanità territoriale, personale sanitario, RSA, consultori, prevenzione.

    Ma il destino dell’Ospedale di Castelfranco è sempre rimasto una delle mie battaglie più chiare e più radicate.

    E tra i tanti temi della sanità e del sociale di cui mi occuperò se sarò eletto in Consiglio regionale, ci sarà sicuramente anche questo.

    P.S.

    A chi dice che mi sto occupando dell’ospedale solo in questa campagna elettorale, rispondo con un ricordo preciso.

    Alla riunione del Comitato in difesa dell’Ospedale sotto la Torre di Castelfranco, era il 2016, ho conosciuto Daiana Bettin. Lei era lì come ostetrica: si batteva per la sua sala parto, per il suo reparto, per un modello di nascita rispettoso e vicino alle famiglie.

    È iniziata così: due persone che difendevano lo stesso ospedale, da prospettive diverse, ma con la stessa idea di comunità.

    E oggi i miei figli sono la prova vivente che questa battaglia la porto avanti da almeno un decennio.

     

    Per avere un’idea generale di Claudio sulla sanità,   i suoi interventi significativi sono stati raggruppati nella  pagina: “ Claudio Beltramello e la sanità veneta”

     

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  • PER ABBATTERE LE LISTE D’ATTESA, SERVE PERSONALE SANITARIO

    VIDEO

    Non slogan, non magie: servono medici, infermieri, tecnici, fisioterapisti, OSS. Senza di loro arrivare a eliminarle diventa un’ utopia.

    Per garantire cure tempestive nei pronto soccorso serve personale sanitario.

    Perché senza organici adeguati i tempi si allungano, la qualità cala, le persone aspettano e soffrono.

    Per assistere gli anziani nelle RSA e a domicilio serve personale sanitario, OSS in particolare.

    La differenza tra abbandono e dignità la fanno sempre le persone.

    Per la prevenzione, quella vera, serve anche personale sanitario.

    Perché senza professionisti sul territorio la prevenzione resta una parola vuota.

    Per curare una malattia cronica serve personale sanitario.

    Perché la continuità delle cure non la garantiscono gli slogan, ma chi ogni giorno ci mette competenza e umanità.

    E poi, le due verità più semplici e più potenti:

    Per nascere in sicurezza serve personale sanitario.

    Per morire con dignità serve personale sanitario.

    Senza di loro, la sanità pubblica non esiste.

    Puoi costruire ospedali, inaugurare reparti, tagliare nastri, comprare tecnologia.

    Ma se mancano medici, infermieri, ostetriche, tecnici, OSS, fisioterapisti, psicologi, assistenti sanitari… restano solo edifici vuoti.

    Le mie priorità?

    Sanità. Sanità. Sanità.

    E quando dico sanità, dico professionisti sanitari: valorizzarli, attrarne di nuovi, trattenerli. Solo così il Veneto torna a garantire un servizio pubblico forte, accessibile, umano.

    Sanità: serve aggiungere altro?

     

    Per avere un’idea generale di Claudio sulla sanità,   i suoi interventi significativi sono stati raggruppati nella  pagina: “ Claudio Beltramello e la sanità veneta”

     

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  • MEDICI DI MEDICINA GENERALE: LA VERITA’ DIETRO LA CARENZA

    VIDEO

    Sulla mancanza di medici di medicina generale c’è sempre una gran confusione.

    E troppo spesso, in Veneto, si scarica la colpa su Roma.

    Ma una domanda semplice andrebbe fatta: chi richiede le borse di studio per la formazione dei medici di medicina generale? E chi può, volendo, aggiungerne?

    La risposta è chiara: la Regione.

    Negli ultimi anni non si è investito abbastanza nella formazione e nella programmazione, e oggi ne paghiamo le conseguenze: migliaia di cittadini senza medico di base, ambulatori chiusi e ospedali e pronto soccorso in sofferenza, costretti a farsi carico anche di situazioni che dovrebbero essere gestite sul territorio.

    Non lo dico solo io: la FIMMG Veneto (il sindacato dei medici di famiglia) lo denuncia da anni.

    Già nel 2021 avvertiva che “oltre il 40% dei medici veneti andrà in pensione nei prossimi anni, con gravi disagi per i cittadini” (Quotidiano Sanità).

    E nel 2023 segnalava ancora i ritardi nei bandi di formazione come “un ulteriore indicatore negativo sull’effettiva volontà della Regione di investire nell’assistenza primaria” (Quotidiano Sanità).

    Quando si ignorano per anni gli allarmi dei professionisti, il risultato è quello che vediamo oggi: cittadini senza medico, territori scoperti, pronto soccorso al collasso.

    Non è una fatalità, è una scelta politica.

    E serve una svolta: più formazione, più borse di studio, più attenzione al territorio.

    Perché una buona sanità parte sempre da vicino, dal medico di famiglia.

    Sanità. Serve aggiungere altro?

     

    Per avere un’idea generale di Claudio sulla sanità,   i suoi interventi significativi sono stati raggruppati nella  pagina:  “ Claudio Beltramello e la sanità veneta”

     

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  • FOCUS SULLA SANITA’: INFERMIERI. DISABILITA’. LISTE D’ATTESA. PREVENZIONE

  • GARANTIRE LA SANITA’ PUBBLICA A TUTTI: IMPEGNO DEI CANDIDATI DEL PD ALLE ELEZIONI POLITICHE DEL 25 SETTEMBRE

    Premesso che:

    – L’Art. 32 della Costituzione sancisce che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.

    Tale principio ha trovato piena attuazione nel 1978 con l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, riforma promossa ed attuata dall’allora Ministro della Sanità Tina Anselmi, prima donna Ministro in Italia, partigiana e veneta. In questi giorni abbiamo assistito ad un pesante oltraggio alla sua figura e alla sua memoria attraverso l’imbrattamento con una svastica di una targa a lei dedicata nella città di Torino.

    Al fine di onorare concretamente il suo enorme lascito morale, si ritiene opportuno promuovere tra i candidati in Veneto (terra di origine di Tina Anselmi cui è rimasta fortemente legata tutta la vita) un impegno specifico per portare avanti il suo operato in relazione al Servizio Sanitario Nazionale (la legge 833/78 che ha istituito il SSN è considerata la più importante riforma della storia della Repubblica Italiana).

    – La recente pandemia legata al Covid ha inequivocabilmente confermato la fondamentale importanza di un Servizio Sanitario Pubblico universalmente accessibile e ben funzionante. Tuttavia in questo momento il SSN è in una fase critica per la sua sostenibilità futura a causa dei problemi legati al suo finanziamento ed alla carenza di professionisti sanitari. Queste difficoltà stanno spalancando le porte ad una irreversibile deriva privatistica del sistema che è necessario urgentemente impedire;

    – Il programma presentato dal Partito Democratico esplicita in modo chiaro che il SSN è un bene pubblico fondamentale da tutelare ed entra nel merito di specifiche azioni ed iniziative finalizzate a valorizzarlo.

    Tutto ciò premesso, i sottoscritti candidati del Partito Democratico in Veneto, qualora eletti nel prossimo Parlamento, si impegnano a:

     

    ZORZI SOTTOSCRIVE IL DOCUMENTO “GARANTIRE LA SANITA’ PUBBLICA PER TUTTI”

    Ho sottoscritto con grande convinzione il documento “Garantire la sanità pubblica a tutti” redatto dal Gruppo Sanità e Sociale del Partito Democratico Veneto, coordinato da Claudio Beltramello.
    ➡ L’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto con la pandemia ha dimostrato quanto sia necessario affermare il principio dell’interesse pubblico nella tutela della salute.
    ⚠️ Tra tagli ai servizi, carenza di medici e boom della sanità privata, nel nostro territorio, a #Castelfranco, a #Montebelluna, come nel resto della provincia, stiamo correndo il rischio di uscire dalla pandemia con un sanità pubblica fortemente indebolita.
    🔄 Va invertita subito la rotta con nuovi investimenti in personale, strutture e servizi sul territorio, sfruttando al meglio anche le opportunità del #PNRR, a cominciare dalle Case di Comunità.
    ‼ La salute è un bene comune, tra i più preziosi, e rivendichiamo la necessità che la sanità, ossia il sistema che deve garantire questo bene a tutti, resti saldamente nelle mani pubbliche per essere all’altezza dei vecchi e nuovi bisogni delle nostre comunità.

     

  • SINTESI DELL’AGORA’: Mortalità delle donne per cancro al seno: cosa vogliamo dal Servizio Sanitario Nazionale?

    SINTESI DELL’AGORÀ

    Il cancro alla mammella, se diagnosticato per tempo e correttamente, è quasi sempre curabile e risolvibile; eppure è tuttora in Italia, anche in Veneto, la prima causa di morte delle donne in età giovane e adulta [Tra i giovani adulti (25-44 anni) le principali cause di morte tra gli uomini sono i traumi (incidenti stradali e suicidi), mentre tra le donne la principale causa è il tumore della mammella cui seguono i traumi. Tra gli adulti (45-64 anni) le cause predominanti sono i traumi e le cardiopatie ischemiche tra gli uomini e il tumore della mammella tra le donne *]. Cosa si può fare per tutelare meglio la salute delle donne? E per ridurre la mortalità? Cosa vogliamo dal Servizio Sanitario Nazionale? A quale età deve iniziare lo screening? Perché ci sono differenti strategie adottate dalle diverse Regioni? È possibile stabilire un LEA (livello essenziale di assistenza) di migliore qualità ed efficacia valido per tutta Italia? È davvero un problema che riguarda solo le donne?

    Se ne è discusso con autorevoli contributi dal Veneto e dalla Regione Emilia Romagna: la dr.ssa Rita Vacondio responsabile dell’Unità di Diagnostica Senologica dell’ospedale di Reggio Emilia, il dr. Bernardino Spaliviero radiologo senologo, la dr.ssa Beatrice Marcon ginecologa, il dr. Claudio Beltramello responsabile del Gruppo Sanità del PD Veneto, e altre persone presenti in sala oppure collegate on line. Hanno portato il loro saluto e contributo Giulia Tonel, portavoce delle Donne democratiche della provincia di Treviso, Annamaria Bigon, Consigliera regionale del Veneto, Teresa Spaliviero, segretaria del Circolo PD di Castelfranco Veneto. Sono state formulate tante riflessioni e proposte. È stata evidenziata la criticità rappresentata dal divario tra Regioni, soprattutto nel confronto tra Regioni del centro-nord e quelle dell’Italia meridionale e insulare, ma anche il divario presente nella stessa area settentrionale, ad esempio tra Regione Emilia Romagna (dove lo screening comincia a 45 anni e l’offerta attiva del servizio porta ad un tasso di adesione molto elevato) e Regione del Veneto (con screening solo dai 50 anni, per citare solo una differenza). Il divario tra Regioni riguarda tanti aspetti: la modalità di condurre lo screening mammografico, le fasce d’età delle donne coinvolte, l’ampiezza della platea di donne che non hanno la possibilità di accedere a validi screening, la tempestività e l’accuratezza di diagnosi approfondite, la presa in carico costante in tutto il percorso di cura. Si è ribadita la necessità di ridurre le differenze territoriali, non ci devono essere donne “privilegiate” perché vivono nel centro nord e donne “sfortunate” con una maggiore probabilità di morire giovani per cancro al seno solo perché vivono al sud. Bisogna contenere l’attuale eccessiva regionalizzazione della sanità. Bisogna estendere ed applicare davvero in tutto il territorio nazionale uno stesso protocollo di PDTA (percorso diagnostico terapeutico assistenziale) già attuato nelle regioni più avanzate, come l’Emilia Romagna, che comprende anche l’assistenza psicologica per la donna e per la sua famiglia, soprattutto in presenza di bambini piccoli.

    *Fonte: https://www.aulss2.veneto.it/documents/6017636/9878793/Mortalit%C3%A0/63f51e48-4030-450c-a241-e5619bab98e3?version=1.1 (Collegamento esterno)

     

    PROPOSTE CORRELATE:

    Favorire la specializzazione medica in RADIOLOGIA e l’ulteriore specializzazione in SENOLOGIA.

    Ricerca-studio sui COSTI di: donna morta per cr al seno, donna guarita, diagnosi precoce.

    SCREENING MAMMARIO: ridurre il divario tra regioni e migliorare le modalità organizzative

    Contrastare la fuga dei medici dal Servizio Sanitario pubblico

    Personalizzare lo Screening Mammario

     

     

  • AGORA’ DEMOCRATICA organizzata dal Circolo PD di Castelfranco Veneto con la Conferenza delle Donne Democratiche della Provincia di Treviso

    Mortalità delle donne per cancro al seno: cosa vogliamo dal Servizio Sanitario Nazionale?

    Descrizione

    Il cancro alla mammella, se diagnosticato per tempo e correttamente, è quasi sempre curabile e risolvibile; eppure è tuttora in Italia, anche in Veneto, la prima causa di morte delle donne in età giovane e adulta. Cosa si può fare per tutelare meglio la salute delle donne? E per ridurre la mortalità? Cosa vogliamo dal Sistema Sanitario Nazionale? A quale età deve iniziare lo screening? Perché ci sono differenti strategie adottate dalle diverse Regioni? È possibile stabilire un LEA (livello essenziale di assistenza) di migliore qualità ed efficacia valido per tutta Italia? È davvero un problema riguarda solo le donne? Ci confronteremo su queste domande e sulle altre che i partecipanti vorranno porre, per formulare indicazioni di carattere generale. Tutte e tutti possono partecipare. Sono invitati anche alcun* professionist* di varie Regioni (un radiologo senologo, una chirurga senologa, una presidente di commissione parità regionale, una epidemiologa responsabile regionale, una esperta di medicina di genere, una medica di PS, …). Posti: 50 in presenza + 50 on line.
    Sede: Spazio Zephiro Centro culturale, via Sile 24, unità 23, 31033 Castelfranco Veneto, Veneto
    On line: su piattaforma Zoom. A tutti gli iscritti verrà inviato per mail il giorno prima il link per partecipare.

    Data dell’Agorà:  30/10/2021

    Orario di inizio: 17:00

    Orario di fine:  19:00

    Numero massimo di partecipanti:  100

  • ELEZIONI REGIONALI VENETO 20-21 SETTEMBRE 2020

     

    VUOI SALVARE IL NOSTRO OSPEDALE?

     

    CLAUDIO BELTRAMELLO, candidato consigliere regionale,  si è molto impegnato con la sua esperienza nell’attuale pandemia con numerosi interventi sulla stampa e video. Segnaliamo in particolare questi 2 video che si riferiscono alla situazione dell’Ospedale di Castelfranco Veneto e alla Sanità nella Regione Veneto:

    Video  Claudio Beltramello si presenta

    Video.  Ospedale di Castelfranco: ecco come stanno davvero le cose Dobbiamo agire per salvarlo

    Video Siamo orgogliosi della sanità veneta ❓ Certo, ma questa eccellenza poggia su un terreno fragile che si sta pian piano sgretolando
     
    Tutti i video e gli interventi sulla stampa del Dott. Beltramello sono pubblicati nella pagina di questo sito web dedicata al Coronavirus
     
     
    6/6/20 Si parte! Presentazione della coalizione a sostegno di Arturo Lorenzoni.
    Elezioni regionali Veneto 2020.
     

    27/5/20 Articolo di Arturo Lorenzoni. Il Veneto ha bisogno di chiarezza, non di giochetti di potere tra correnti di partito che non sa più nascondere di essere diviso in mille pezzi. Tutta la propaganda di queste ore è una manovra di Zaia per assumere la leadership della Lega e estromettere Salvini dalla corsa a futuro candidato Premier. Non a caso la prima ad attaccare è una consigliera della Lista Zaia.

    14/4/2020 C’è un #Veneto più forte del #Coronavirus. Nulla, però, sarà come prima.
    Sta a tutti i Veneti indicare la direzione del cambiamento, insieme. Arturo Lorenzoni

     

    REGIONALI 2020: Pd perno coalizione di centrosinistra

     

    IL PARTITO DEMOCRATICO E IL SISTEMA SANITARIO E SOCIALE NEL VENETO

    IL gruppo Sanità e Sociale del Partito Democratico veneto in stretta sinergia con il gruppo dei Consiglieri regionali e con i referenti delle Segreterie provinciali per la Sanità e il Sociale ha elaborato, in vista delle prossime elezioni regionali,  un documento che parte dall’attuale situazione sanitaria e sociale della Regione e dalla constatazione del fallimento della riforma sanitaria Zaia; propone quindi di  cambiare urgentemente rotta e a tal fine propone i seguenti punti programmatici:

    1. AFFRONTARE SERIAMENTE LA CARENZA DI PERSONALE SANITARIO NELLE STRUTTURE PUBBLICHE E DARE RISPOSTE CONCRETE A CARICHI DI LAVORO NON PIU’ SOSTENIBILI

    2. SUPERARE L’ATTUALE ACCENTRAMENTO ESASPERATO DELLE FUNZIONI/DECISIONI E MONITORARE IN MODO TRASPARENTE L’IMPATTO DELL’UNIFICAZIONE DELLE ULSS ATTUATA CON LA RIFORMA

    3. RIPORTARE REALMENTE AL CENTRO L’INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA E RIDARE FORZA AL RUOLO DEI SINDACI

    4. RAFFORZARE IL TERRITORIO CHE IN QUESTI ANNI E’ STATO “PRESO A PICCONATE”: DISTRETTI, STRUTTURE INTERMEDIE, SERVIZI PER I PAZIENTI PIU’ FRAGILI, RUOLO DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE

    5. RIDARE PESO AGLI OSPEDALI SPOKE, INVERTIRE IL TREND DI SMANTELLAMENTO DELLA RETE OSPEDALIERA A FAVORE DEL PRIVATO E GESTIRE REALMENTE IL PROBLEMA DELLE LISTE DI ATTESA

    6. AVERE UN NUMERO DI IMPEGNATIVE CONGRUO AI BISOGNI PER LE CASE DI RIPOSO E LE STRUTTURE RESIDENZIALI PER DISABILI FISICI E PSICHICI: DA 10 ANNI E’ TUTTO FERMO!

    7. FARE DELLA VERA PREVENZIONE: AMBIENTE DI VITA E DI LAVORO, FUMO, DIPENDENTE

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