• ELEZIONI COMUNALI CASTELFRANCO VENETO 2026

    Il Partito Democratico aderisce con una propria lista alla più ampia coalizione di centrosinistra “Castelfranco Può” a sostegno della CANDIDATA SINDACA MARIA W. GHIMENTON, giovane donna avvocata, che viene dalle fila dell’impegno civico e del volontariato, che conosce i problemi degli ultimi e non vuole lasciare indietro nessuno

    La Dottoressa Maria W. Ghimenton così si presenta:  “Mi sono laureata in giurisprudenza nel 2000 presso l’Università degli Studi di Padova e da più di vent’anni svolgo la professione di avvocata penalista. Presiedo l’associazione di volontariato Cittadini Ovunque”: realtà attiva su tutto il territorio di Castelfranco Veneto con importanti progetti, svolti in collaborazione con gli Enti pubblici. Nel 2021 sono entrata nella Commissione Pari Opportunità del Comune di Castelfranco Veneto. Vivo a Bella Venezia, dove da più di dieci anni presto attività all’interno dell’associazione di quartiere.  Castelfranco è da sempre la città della mia famiglia: mio padre Fernando, medico chirurgo, ha lavorato per tanti anni nell’ospedale della Città, per poi svolgere la professione in Africa per oltre trent’anni; mia madre, Maria Cristina Zizzola, è originaria di Salvarosa; il nonno Angelo era titolare dell’ osteria in centro; la nonna Antonietta è stata una storica maestra.”

    Per approfondire vedi www.mariaghimenton.it

     

    IL PROGRAMMA ELETTORALE della coalizione “Castelfranco Può”:

    1.  Programma e profili candidati su file pdf; 
    2. La città che immaginiamo. Insieme:   Un piano strategico per una città moderna, sostenibile e inclusiva

     

    LA LISTA DEL PARTITO DEMOCRATICO:

    PROFILO DEI CANDIDATI CONSIGLIERI NELLA LISTA DEL PARTITO DEMOCRATICO

     

    Cognome e Nome status
    BELTRAMELLO CLAUDIO Medico
    MAGRIN VALENTINA Autrice, Pres. Ass. In memoria di Tina Anselmi
    SARTORETTO SEBASTIANO Avvocato
    BAGGIO MANUEL Addetto alle vendite
    BALLESTRACCI GIAN MARCO Scrittore
    BASSO BRUNA Insegnante, Pensionata
    BENETTON MATTEO Imprenditore
    CELI LUCIA Consulente previdenziale
    DE PIERI DANIELE Insegnante
    FALESCHINI SANDRO Pensionato
    FANTINATO STEFANO Informatico
    GARATTI STEFANIA Insegnante
    GARBUIO LORENZO Informatico
    GASPARINI GASPARE Insegnante
    LAMBERTI VINCENZO Pensionato
    MARCON NUCIO Pensionato
    MIOTTI PAOLA Avvocata
    MYRONCHUK OKSANA Mediatrice linguistico culturale
    NAGLIERI FRANCESCO Professionista museale
    SOLIGO FIORINDO Ingegnere meccanico
    SPALIVIERO BERNARDINO (detto DINO) Medico
    SPALIVIERO TERESA (detta TERESA) Segretaria Circolo PD
    VIOLA LAURA Imprenditrice
    ZANONATO AGNESE Pensionata

     

     

    I profili dei candidati e  le varie iniziative del Partito Democratico sono reperibili ai seguenti link:

    Facebook:  https://www.facebook.com/pdcastelfrancoveneto/

    Instagram:  https://www.instagram.com/pdcastelfrancov/

     

    Tutti i documenti dei candidati della nostra lista (Curriculum vitae e Certificato Casellario Giudiziario) previsti dalla legge sono raccolti nel sito del Partito Democratico Nazionale;  per visualizzarli cliccare sul seguente link: https://ftp.partitodemocratico.it/elezioni_trasparenti/index.html;  si apre la pagina “Elezioni trasparenti” nella quale ci sono a destra  alcune finestre.

    Si cerca in successione :

    1. Per anno (2026)
    2. Per Regione (Veneto)
    3. Per Comune (Castelfranco Veneto)

    Compaiono tutti i dati richiesti a cominciare dalla Candidata Sindaca e successivamente dei candidati consiglieri disposti in ordine alfabetico

  • IL CIRCOLO PD DI CASTELFRANCO VENETO VIENE INTITOLATO A TINA ANSELMI

    Sabato 11 Aprile  il Circolo PD di Castelfranco Veneto è stato intitolato  a “Tina Anselmi”

    La  straordinaria lezione politica di Tina Anselmi è stata ricordata dalla nipote Valentina Magrin; l’ on. Margherita Miotto ha parlato dei valori di COERENZA di Tina sempre testimoniati dalle azioni e dalle decisioni da lei assunte.

    Una efficace traduzione dei suoi insegnamenti nella prospettiva di una partecipazione sempre attiva dei cittadini è stata promossa dalla candidata sindaca alle elezioni comunali di Castelfranco Veneto 2026  Maria Ghimenton Sindaca

    Per l’occasione è stata affissa in sede una targa che ricorda una celebre  frase di Tina Anselmi in cui esprime il grande valore della democrazia in quanto giustizia, rispetto della dignità umana, dei diritti delle donne, tranquillità per tutti, pace.

     

  • PAGINA SPECIALE: TINA ANSELMI

    TINA ANSELMI: UNA BANDIERA DEL PARTITO DEMOCRATICO DI CASTELFRANCO VENETO

    11 Aprile 2026:  IL CIRCOLO PD DI CASTELFRANCO VENETO DEDICA LA PROPRIA SEDE A TINA ANSELMI

     

    13 Marzo 2026  NASCE LA SCUOLA DI TINA ANSELMI; UN LABORATORIO DI DEMOCRAZIA PER I GIOVANI

     

    24 Dicembre 2025: RICORDO DI TINA ANSELMI: IL 23 DICEMBRE 1978, 47 ANNI FA, CON LA LEGGE 833, NASCEVA IL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE

     

    25 Marzo 2023:     CONVEGNO A CASTELFRANCO VENETO:  “Tina Anselmi: una vita per la Repubblica. La Sanità servizio nazionale”

     

    30 Agosto 2022:    GARANTIRE LA SANITA’ PUBBLICA A TUTTI: IMPEGNO DEI CANDIDATI DEL PD ALLE ELEZIONI POLITICHE DEL 25 SETTEMBRE

     

    11 Novembre 2021: PROPOSTA DEL PD DI INTITOLARE  A TINA ANSELMI L’ISTITUTO STATALE DI ISTRUZIONE SUPERIORE DI CASTELFRANCO

     

    25 Settembre 2021:  L’ONOREVOLE TINA ANSELMI: LA PROPOSTA DEL PARTITO DEMOCRATICO

     

    21 Febbraio 2020:  Convegno a Castelfranco Veneto su “Tina Anselmi: l’utopia della salute per tutti”

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • PERCHE’ LA POLITICA NON GIRA PIU’ ATTORNO ALLE TASSE MA ALL’IDENTITA’ CULTURALE

    Un nuovo studio Bocconi spiega perché la politica non gira più attorno alle tasse, ma all’identità culturale. E come la destra guadagna terreno proprio tra chi ha più da perdere

    VEDI  ANCHE ARTICOLO “PERCHE’ I POVERI VOTANO A DESTRA” 

    C’è un paradosso che attraversa la politica oggi. Le disuguaglianze crescono, ma la domanda di redistribuzione diminuisce. Le classi popolari, storicamente legate alla sinistra, votano sempre più a destra. E le campagne elettorali si vincono con battaglie simboliche su religione, immigrazione e “valori tradizionali” più che su salari e welfare.

    Un nuovo studio (“Presidential lecture: identity politics”) firmato da Nicola Gennaioli e Guido Tabellini dell’Università Bocconi, in uscita su Econometrica, offre una spiegazione potente e spiazzante: non siamo più divisi in classi, ma in identità culturali. Ed è su queste che si gioca la partita della democrazia.

    “La polarizzazione politica non ruota più attorno alla ricchezza o al reddito”, afferma Gennaioli, professore del Dipartimento di Finanza della Bocconi. “È diventata una guerra tra visioni opposte della società: da un lato i progressisti multiculturali, dall’altro i conservatori legati a identità locali, religiose e tradizionali”.

    Il cambio (endogeno) di identità

    Il cuore del modello è semplice e radicale: le persone scelgono l’identità che sentono più rilevante nei conflitti sociali del momento. Quando l’economia domina l’agenda, ci si divide in classi. Ma quando la cultura diventa più saliente – ad esempio per via dell’immigrazione o dei temi etici – ci si riconosce in gruppi culturali contrapposti.

    Questa scelta, tuttavia, non è fissa né casuale: è una risposta dinamica ed endogena alle tensioni sociali e politiche. Il modello spiega che gli individui si identificano con il gruppo che percepiscono come più in conflitto con l’“altro” e con cui sentono maggiore affinità. Una frattura culturale più visibile rispetto a quella economica può spingere anche un operaio precario a sentirsi parte di un’identità conservatrice piuttosto che di classe.

    “Chi si identifica come ‘bianco, cristiano, tradizionalista’ finirà per dare meno importanza alla redistribuzione e più alla difesa dei propri valori. Anche se è povero”, sottolinea Tabellini, professore del Dipartimento di Economia.

    Una strategia (costosa) di propaganda

    Il modello mostra anche come i partiti politici abbiano capito – e sfruttato strategicamente – questo meccanismo. Invece di proporre programmi economici, investono risorse nella propaganda identitaria, amplificando gli stereotipi culturali che definiscono il proprio “noi” contro “loro”: il cittadino locale contro l’immigrato, il lavoratore tradizionale contro l’élite progressista.

    Nel modello, questa operazione ha un nome preciso: “spargere stereotipi”. È una forma di persuasione politica che costa risorse e produce polarizzazione: rafforza l’identificazione nei gruppi culturalmente definiti e rende le posizioni politiche sempre più estreme.

    “La propaganda non punta a convincere, ma a radicalizzare”, osserva Gennaioli. “Ogni slogan estremo spinge gli avversari a essere ancora più estremi. E la politica si trasforma in guerra di religione”.

    Fiducia e radici storiche

    La capacità dei partiti di influenzare l’identità non è però uniforme. Il modello tiene conto del fatto che i partiti sono storicamente connessi a gruppi sociali specifici: la destra con le classi alte e i conservatori religiosi, la sinistra con i lavoratori e i progressisti. Questo legame condiziona la fiducia con cui gli elettori ricevono le promesse e la propaganda di un partito: un conservatore sarà più ricettivo ai messaggi della destra, un progressista a quelli della sinistra. E così si rafforzano le appartenenze, e con esse la polarizzazione.

    Il sondaggio che ha innescato il modello

    A fondamento dell’intera teoria, gli autori pongono un nuovo sondaggio su 3.000 cittadini statunitensi, rappresentativi della popolazione americana, che mostra come la maggioranza non si identifichi più in termini economici, ma culturali. E che queste identità – conservatrice o progressista – determinano credenze e posizioni su welfare, tasse, aborto, immigrazione.

    Chi si definisce “bianco, cristiano, tradizionalista” è più ostile agli immigrati e meno favorevole alla redistribuzione, indipendentemente dal reddito. Chi si riconosce in una cultura progressista, “secolare, multiculturale e cittadino del mondo”, ha posizioni opposte. E vota di conseguenza.

    La lezione del “China Shock”

    Il modello viene poi testato empiricamente su un caso concreto: quello del “China shock”, ovvero l’impatto della concorrenza cinese sulle aree industriali statunitensi. I dati, sia dai sondaggi che dai discorsi pronunciati al Congresso, mostrano che nelle zone più colpite, gli elettori culturalmente conservatori hanno ridotto la richiesta di redistribuzione e aumentato la domanda di politiche anti-immigrazione. Proprio come il modello prevede.

    Non è stato un effetto retorico di Trump: il riallineamento era già in corso. E ha prodotto un risultato potente e duraturo: un’alleanza tra élite economiche e masse culturalmente conservatrici, che spiega l’ascesa dei populismi di destra anche in contesti di crescente disuguaglianza.

    Un mondo diviso (ma non più per reddito)

    La tesi di Gennaioli e Tabellini non si limita agli Stati Uniti. Spiega anche il riorientamento dei partiti in Europa, il successo di campagne identitarie contro l’“élite” progressista, e la crisi dei vecchi partiti socialdemocratici. È un tassello importante di una più ampia linea di ricerca – avviata dagli stessi autori con Giampaolo Bonomi nel paper Identity, Beliefs, and Political Conflict pubblicato in The Quarterly Journal of Economics (2021) – che esplora come le identità e le credenze plasmino il comportamento politico ben oltre gli interessi economici.

    “La sinistra”, conclude Tabellini, “ha sottovalutato il fatto che la cultura può contare più del reddito. Ma finché insisterà a parlare solo di diseguaglianze, senza affrontare il terreno delle identità, continuerà a perdere proprio tra i suoi ex elettori”.

  • PERCHE’ I POVERI VOTANO A DESTRA

    VEDI STUDIO DELLA BOCCONI NOVEMBRE 2025

    Politica identitaria e disuguaglianze: lo studio Bocconi che spiega il cambiamento

    La politica identitaria e disuguaglianze sono oggi al centro del dibattito politico.
    Uno studio dell’Università Bocconi spiega come le battaglie culturali abbiano sostituito quelle economiche, cambiando il modo in cui le persone votano. Questo cambiamento ha favorito la crescita della destra, persino tra chi rischia di perdere di più in termini economici.


    Politica identitaria e disuguaglianze: il paradosso della nostra epoca

    Oggi assistiamo a un paradosso evidente:

    • le disuguaglianze economiche aumentano,
    • ma la domanda di redistribuzione diminuisce.

    Le classi popolari, storicamente vicine alla sinistra, scelgono sempre più spesso la destra.
    Le campagne elettorali non si concentrano più su salari, welfare e tasse, ma su temi culturali come religione, immigrazione e valori tradizionali.

    Secondo lo studio di Nicola Gennaioli e Guido Tabellini, pubblicato su Econometrica:

    “Non siamo più divisi in classi economiche, ma in identità culturali. È qui che si gioca la partita politica”.


    Quando la cultura supera l’economia nella politica

    Gennaioli e Tabellini spiegano che la polarizzazione politica non dipende più solo da reddito e ricchezza.
    Oggi la frattura principale è tra due visioni opposte della società:

    • Progressisti multiculturali
    • Conservatori legati a valori locali e tradizionali

    Quando la cultura diventa il tema dominante, anche un lavoratore precario può sentirsi più vicino a un’identità conservatrice che alla propria classe sociale.


    Come le persone scelgono la propria identità

    Le persone scelgono l’identità che percepiscono come più rilevante nei conflitti sociali.

    • Quando l’economia domina l’agenda politica, le divisioni seguono le classi sociali.
    • Quando emergono temi culturali, la spaccatura diventa culturale, superando quella economica.

    Come spiega Tabellini:

    “Un cittadino che si identifica come bianco, cristiano e tradizionalista darà meno importanza alla redistribuzione economica e più alla difesa dei propri valori, anche se appartiene a una classe svantaggiata”.


    Propaganda identitaria: la strategia che divide

    Lo studio mostra come i partiti abbiano imparato a sfruttare questa dinamica.
    Oggi investono risorse nella propaganda identitaria, creando uno scontro tra “noi” e “loro”:

    • cittadino locale contro immigrato,
    • lavoratore tradizionale contro élite progressista.

    Questo processo, definito “spargere stereotipi”, mira a:

    • rafforzare le divisioni culturali,
    • radicalizzare le posizioni politiche,
    • aumentare la polarizzazione.

    “La propaganda non serve a convincere, ma a radicalizzare”, afferma Gennaioli.
    “Ogni slogan estremo spinge l’avversario a diventare ancora più estremo”.


    Politica identitaria e disuguaglianze: il sondaggio che conferma la teoria

    Un sondaggio su 3.000 cittadini americani dimostra che la maggior parte oggi si identifica in termini culturali, non economici.

    • Chi si definisce “bianco, cristiano e tradizionalista” tende a essere più ostile all’immigrazione e meno favorevole alla redistribuzione.
    • Chi si riconosce come “secolare, multiculturale e cittadino del mondo” ha posizioni opposte.

    Queste identità influenzano il voto molto più del reddito.


    Il caso China Shock: la prova concreta

    Il modello è stato testato sul caso del China Shock, ovvero l’impatto della concorrenza cinese sulle aree industriali statunitensi.
    Nei territori più colpiti:

    • gli elettori conservatori hanno chiesto meno redistribuzione,
    • e più politiche anti-immigrazione.

    Questo fenomeno è iniziato prima dell’ascesa di Donald Trump, dimostrando che non si tratta solo di propaganda, ma di un cambiamento profondo e duraturo.


    Un mondo diviso, ma non più per reddito

    La teoria di Gennaioli e Tabellini spiega anche la crisi europea:

    • il declino dei partiti socialdemocratici,
    • la crescita di campagne identitarie,
    • la debolezza di una politica che parla solo di disuguaglianze economiche.

    “La sinistra ha sottovalutato il ruolo della cultura”, conclude Tabellini.
    “Finché ignorerà i temi identitari, continuerà a perdere proprio tra i suoi ex elettori”.

  • INCONTRO N° 3: LA CITTA’ E IL LAVORO: SVILUPPO, IMPRESE, LAVORATORI NELL’ERA DIGITALE

    CICLO DI 4 INCONTRI:  “LE NOSTRE CITTÀ, IL NOSTRO FUTURO

    dedicato alle tre grandi sfide che chi è chiamato ad amministrare le nostre comunità dovrà affrontare: cambiamenti climatici, trasformazione del mondo del lavoro, inverno demografico.

    INCONTRO N° 1:  GIOVEDI’ 25 GENNAIO      IMMAGINARE LE CITTA’ DEL FUTURO

    INCONTRO N° 2   :  GIOVEDI’ 7 MARZO         VIVERE LA CITTA’: AMBIENTE, ENERGIA E SOSTENIBILITA’

    INCONTRO N° 3:     VENERDI’ 5 APRILE        LA CITTA’ E IL LAVORO: SVILUPPO, IMPRESE, LAVORATORI NELL’ERA DIGITALE

    INCONTRO N° 4:     GIOVEDI’ 9 MAGGIO      FAMIGLIA: SALUTE, COMUNITA’ E SOLIDARIETA’

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    Terzo appuntamento del ciclo di incontri “LE NOSTRE CITTÀ, IL NOSTRO FUTURO”

    Il Circolo PD di Castelfranco Veneto annuncia la partecipazione di Stefano BONACCINI al terzo evento del PD:    LA CITTÀ E IL LAVORO: SVILUPPO, IMPRESE E LAVORATORI NELL’ERA DIGITALE

    Digitale, big data, intelligenza artificiale: cambia il modo di produrre e di lavorare anche nella #castellana.  Quali sono le conseguenze per le imprese, per le lavoratrici e i lavoratori del nostro territorio?  Quali sono le politiche che un’amministrazione locale può mettere in campo per rendere queste trasformazioni vere opportunità di sviluppo per la propria comunità?

    Venite a scoprirlo  venerdì 5 aprile  ore 20:45 all’Auditorium del Centro Bordignon di CASTELFRANCO VENETO, via Bassano 16, nel terzo appuntamento del nostro ciclo di incontri  LE NOSTRE CITTÀ, IL NOSTRO FUTURO.

    Ne parleremo con:

    STEFANO BONACCINI, presidente Regione Emilia-Romagna

    PAOLINO BARBIERO, già segretario generale CGIL Treviso

    GLORIA SPAGNOLO, responsabile formazione FabLab Castelfranco Veneto

    Introdurrà l’incontro:  PIERO FASSINO, deputato e già sindaco di Torino

    Presentereranno la serata Teresa Spaliviero e Giovanni Zorzi.

    DALLA STAMPA

    Bonaccini Emilia-Romagna locomotiva d’Italia grazie all’innovazione”. Il presidente all’evento del PD  di  ROSSANNA SANTOLIN

    Il digitale sta rivoluzionando il mondo del lavoro: si stima che entro il 2030 un terzo degli occupati farà lavori che oggi non esistono ancora e la cifra salirà a due terzi entro il 2050.

    Interrogarsi su questi cambiamenti e sui doveri della politica verso un mondo dell’occupazione che deve fare i conti, fra le altre, con l’avvento dell’Intelligenza artificiale, è stato il tema al centro della serata organizzata dal Partito Democratico di Castelfranco Veneto venerdì al centro Don Bordignon a cui hanno partecipato il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, il deputato e già sindaco di Torino Piero Fassino, il segretario della Cgil di Treviso Paolino Barbiero Gloria Spagnolo, imprenditrice digitale del Fablab.

    “Investire nel capitale umano, nell’innovazione, nell’alta formazione supportando le imprese manifatturiere nell’internazionalizzazione”: questa in sintesi la ricetta per rimanere competitivi in un mondo che cambia secondo il presidente dell’Emilia Romagna, regione che in termini di crescita, anche grazie a forti investimenti in innovazione, ha scalzato Veneto e Lombardia.

    Non solo Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma nella Food Valley, la Regione di Bonaccini – 62 milioni di presenze turistiche nel 2023 – sta facendo investimenti corposi in settori strategici quali la Space economy, l’intelligenza artificiale, la transizione ecologica (la grande sfida della Motor valley), big data e promette di diventare la principale Data Valley europea con un centro che fornirà le previsioni meteo a tutto il continente e dotata del supercomputer Leonardo, primo in Europa per capacità di calcolo.

    I risultati di questi investimenti si toccano già con mano. “L’Emilia Romagna oggi, come l’ha definita Giorgia Meloni, è la locomotiva d’Italia- evidenzia Bonaccini – Negli ultimi nove anni nessuno è cresciuto come noi e l’export ha superato il record degli 83 miliardi di euro del 2022, il tutto nonostante l’alluvione da 9 miliardi di euro di danni. Non so se ho fiducia nell’Italia, nella mia regione sì, perchè siamo sulla traiettoria giusta” conclude.

    “Diversificare le vocazioni, proprio come fece (con successo) Torino quando il modello Fiat entrò in crisi alla fine degli anni ’80” è lo spunto arrivato da Piero Fassino per cui “gli enti locali hanno un ruolo cruciale nell’orientare gli investimenti e dunque nel guidare le comunità in un momento di trasformazione sociale che traina quella urbana”.

    Neanche a farlo apposta, il primo Fablab d’Italia è nato proprio a Torino e ora questa esperienza innovativa si sta diffondendo, seppur lentamente, in tutta la Penisola. Anche a Castelfranco Veneto ce n’è uno ed è quello in cui lavora Gloria Spagnolo che si confronta quotidianamente con le nuove tecnologie intelligenza artificiale in primis.

    “In un Fablab lavorano ricercatori dai background più diversi, ingegneri ma anche psicologi e umanisti che hanno a disposizione apparecchiature tecnologiche, dalle stampanti 3D alle frese di precisione, che usano per sviluppare soluzioni innovative mettendo assieme competenze trasversali” spiega Spagolo.

    Il laboratorio-fabbrica, da cui Fablab, nasce per supportare perlopiù le microimprese che possono affiancarsi a queste realtà per testare o creare ex novo nuovi prodotti, ma anche per familiarizzare con nuove tecnologie, il che li rende a tutti gli effetti dei tasselli di un nuovo mondo del lavoro che avanza.

    “Per costruire la Castelfranco del futuro dobbiamo prima immaginarla, riflettendo sulle sfide del mondo contemporaneo che vanno oltre la dimensione locale, come la denatalità, il cambiamento climatico e le nuove tecnologie” ha sottolineato Stefano Zorzi, segretario provinciale del PD nel ringraziare Teresa Spaliviero, segretaria del circolo castellano e organizzatrice dell’evento.

    (Fonte foto: Qdpnews.it)

     

     

     

     

     

  • INCONTRO N° 2: VIVERE LA CITTÀ: AMBIENTE, ENERGIA E SOSTENIBILITÀ.

    CICLO DI 4 INCONTRI:  “LE NOSTRE CITTÀ, IL NOSTRO FUTURO

    dedicato alle tre grandi sfide che chi è chiamato ad amministrare le nostre comunità dovrà affrontare: cambiamenti climatici, trasformazione del mondo del lavoro, inverno demografico.

    INCONTRO N° 1:  GIOVEDI’ 25 GENNAIO      IMMAGINARE LE CITTA’ DEL FUTURO

    INCONTRO N° 2   :  GIOVEDI’ 7 MARZO         VIVERE LA CITTA’: AMBIENTE, ENERGIA E SOSTENIBILITA’

    INCONTRO N° 3:     VENERDI’ 5 APRILE        LA CITTA’ E IL LAVORO: SVILUPPO, IMPRESE, LAVORATORI NELL’ERA DIGITALE

    INCONTRO N° 4:     GIOVEDI’ 9 MAGGIO      FAMIGLIA: SALUTE, COMUNITA’ E SOLIDARIETA’

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    Cambiamento climatico, crisi energetica, consumo di suolo, smog: come Castelfranco Veneto riuscirà a vincere le sfide della transizione ecologica?

    E’ questo il tema del secondo appuntamento del ciclo di incontri “LE NOSTRE CITTÀ, IL NOSTRO FUTURO” di Giovedì 7 marzo  ore 20:45 al Centro Don Ernesto Bordignon

     

    RELATORI:

    Achille Variati, eurodeputato

    Mariarosa Barazza, sindaca di Cappella Maggiore

    Piero Pelizzaro, Direttore Globe Italia e già Chef Resilience Officer del Comune di Milano

     

    Introducono  la serata:

    Andrea Zanoni, consigliere regionale

    Matteo Favero, responsabile ambiente PD provincia Treviso e PD Veneto

  • INCONTRO N° 1: IMMAGINARE LE CITTA DEL FUTURO

     

    CICLO DI 4 INCONTRI:  “LE NOSTRE CITTÀ, IL NOSTRO FUTURO

    dedicato alle tre grandi sfide che chi è chiamato ad amministrare le nostre comunità dovrà affrontare: cambiamenti climatici, trasformazione del mondo del lavoro, inverno demografico.

    INCONTRO N° 1:  GIOVEDI’ 25 GENNAIO      IMMAGINARE LE CITTA’ DEL FUTURO

    INCONTRO N° 2   :  GIOVEDI’ 7 MARZO         VIVERE LA CITTA’: AMBIENTE, ENERGIA E SOSTENIBILITA’

    INCONTRO N° 3:     VENERDI’ 5 APRILE        LA CITTA’ E IL LAVORO: SVILUPPO, IMPRESE, LAVORATORI NELL’ERA DIGITALE

    INCONTRO N° 4:     GIOVEDI’ 9 MAGGIO      FAMIGLIA: SALUTE, COMUNITA’ E SOLIDARIETA’

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    IL PRIMO APPUNTAMENTO DEL CICLO DI INCONTRI:  “LE NOSTRE CITTÀ, IL NOSTRO FUTURO E’:  IMMAGINARE LE CITTÀ DEL FUTURO

    L’incontro si terrà   Giovedì 25 gennaio,  ore 20:45,  presso l’Auditorium del Centro Don Ernesto Bordignon, via Bassano 16, Castelfranco Veneto.

    Cominciare a immaginare insieme la città che vogliamo è il primo passo per poterla costruire. Lo faremo raccogliendo idee e proposte dalle esperienze di chi in primapersona si sta impegnando a migliorare la vita della propria comunità con visioni innovative, progetti ambiziosi e tanta buona politica.

    Dopo i saluti di Andrea Martella, senatore e segretario regionale del Partito Democratico Veneto

    Saranno con noi i sindaci del Partito Democratico:

    Introduce TERESA SPALIVIERO, segretaria PD Castelfranco Veneto

    Modera e conclude GIOVANNI ZORZI, segretario provinciale PD Treviso

     

     

  • CICLO DI INCONTRI: “LE NOSTRE CITTA’, IL NOSTRO FUTURO”

    CICLO DI 4 INCONTRI:  “LE NOSTRE CITTÀ, IL NOSTRO FUTURO

    dedicato alle tre grandi sfide che chi è chiamato ad amministrare le nostre comunità dovrà affrontare: cambiamenti climatici, trasformazione del mondo del lavoro, inverno demografico.

    INCONTRO N° 1:  GIOVEDI’ 25 GENNAIO      IMMAGINARE LE CITTA’ DEL FUTURO

    INCONTRO N° 2   :  GIOVEDI’ 7 MARZO         VIVERE LA CITTA’: AMBIENTE, ENERGIA E SOSTENIBILITA’

    INCONTRO N° 3:     VENERDI’ 5 APRILE        LA CITTA’ E IL LAVORO: SVILUPPO, IMPRESE, LAVORATORI NELL’ERA DIGITALE

    INCONTRO N° 4:     GIOVEDI’ 9 MAGGIO      FAMIGLIA: SALUTE, COMUNITA’ E SOLIDARIETA’

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    Il Circolo PD di Castelfranco Veneto organizza un  ciclo di  4 incontri:  “LE NOSTRE CITTÀ, IL NOSTRO FUTURO” dedicato alle tre grandi sfide che chi è chiamato ad amministrare le nostre comunità dovrà affrontare: cambiamenti climatici, trasformazione del mondo del lavoro, inverno demografico.

    Saranno con noi amministratori locali da tutta Italia, esperti, rappresentanti della società civile che ci racconteranno come si possono percorrere strade nuove per dare risposte concrete ai bisogni e alle domande delle nostre comunità.

    Tutti gli incontri si svolgeranno presso l’Auditorium del Centro Don Ernesto Bordignon, via Bassano 16, Castelfranco Veneto.

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    CICLO DI 4 INCONTRI:  “LE NOSTRE CITTÀ, IL NOSTRO FUTURO

    dedicato alle tre grandi sfide che chi è chiamato ad amministrare le nostre comunità dovrà affrontare: cambiamenti climatici, trasformazione del mondo del lavoro, inverno demografico.

    INCONTRO N° 1:  GIOVEDI’ 25 GENNAIO                  IMMAGINARE LE CITTA’ DEL FUTURO

    INCONTRO N° 2   :  GIOVEDI’ 7 MARZO                     VIVERE LA CITTA’: AMBIENTE, ENERGIA E SOSTENIBILITA’

    INCONTRO N° 3:     VENERDI’ 5 APRILE                    LA CITTA’ E IL LAVORO

    INCONTRO N° 4:     GIOVEDI’ 9 MAGGIO

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  • STORIA DI UNA MARCONATA: QUINTA PUNTATA. GLI INTERVENTI DI CASTELFRANCO MERITA NEI CONSIGLI COMUNALI DI LUGLIO E AGOSTO 2023

    Sull’amministrazione comunale di Castelfranco Veneto, il teatrino estivo delle dimissioni da sindaco di Stefano Marcon, poi ritirate, delle dimissioni di assessori e consiglieri comunali, del successivo rimpasto della Giunta e della surroga di alcuni consiglieri, che ha riguardato esclusivamente la Lega, sembra essersi concluso.

    Stefano Marcon è tuttora sindaco, non sappiamo per quanto ancora, visto che, comprendendo il suo voto, può contare su una maggioranza di soli 13 consiglieri su 25.

    Le vicende sono note. Il 25 luglio scorso, dopo il ritiro delle dimissioni, si è tenuto un consiglio comunale   il cui o.d.g. comprendeva una mozione presentata dallo stesso sindaco per verificare se aveva ancora una maggioranza. Il successivo 8 agosto si è tenuta un’altra seduta  del consiglio per l’approvazione della nomina a consiglieri di tre persone per la surroga del consigliere Zanellato, dimissionario, e dei due consiglieri decaduti in quanto nominati assessori.

    La nuova composizione di Giunta e Consiglio è reperibile nel sito web del Comune.

    I cinque consiglieri di Castelfranco Merita (Sebastiano Sartoretto, Claudio Beltramello, Alessandro Boldo, Gianni Fiscon, Nazzareno Bolzon) hanno tutti preso la parola durante questi ultimi due consigli comunali, con interventi di rilevante spessore politico nei quali, oltre ad una chiara lettura delle vicende castellane, emerge una visione politica di alto profilo. I singoli punti di vista dei nostri consiglieri, oggetto dei loro interventi, compongono una visione omogenea e coerente, che rende l’idea dei principi e dell’azione politica della nostra coalizione.

    Si ritiene utile fornire la trascrizione letterale degli interventi dei nostri consiglieri nelle due sedute del 25 luglio (leggi) e dell’8 agosto (leggi), riportata nei documenti allegati a questa mail, e se ne consiglia una attenta lettura quale contributo ad una riflessione politica.

    Le intere sedute del consiglio possono essere viste nella pagina Youtube del Comune.

    Un caro saluto

    Il leader della coalizione Castelfranco Merita

    Sebastiano Sartoretto

     

    PUNTATE PRECEDENTI

     

    4° puntata         INTERVISTA DI ZORZI  SEGRETARIO PROVINCIALE   DEL PD          12 LUGLIO

    La lettura del Partito Democratico viene affidata a un post di Giovanni Zorzi, segretario provinciale del PD, del 12 luglio 2023: “Da castellano mi sento preso in giro. La città è stata tenuta in scacco per due settimane da un sindaco e da una maggioranza che, evidentemente a corto di idee, ambizione e strategie, scaricano tra di loro la frustrazione con litigi e ricatti che non c’entrano nulla con il bene di Castelfranco.

    Mi consola pensare che siamo ai titoli di coda di un brutto film che dura ormai da tredici anni: il centrodestra poco ha fatto in questi anni e ora, con questa maggioranza litigiosa e raccogliticcia, nulla farà. Non farà nulla per contrastare la perdita di attrattività della città, non farà nulla contro gli aumenti dei costi dei servizi per le famiglie, non farà nulla per il commercio che langue, per la carenza di aree verdi, per le infrastrutture che mancano, per l’ospedale dimezzato, per gli affitti alle stelle, per i giovani che scappano alla ricerca di posti più stimolanti dove vivere.

    Sono convinto che dopo tutto questo teatrino imbarazzante i castellani non abbiano più voglia di farsi prendere in giro e che il momento di voltare finalmente pagina arriverà presto.”

     

    3° puntata         RITIRO DELLE DIMISSIONI           12 LUGLIO

    I movimenti convulsi di un sindaco dimissionario che vorrebbe trovare giustificazioni per il ritiro delle dimissioni, che aveva deciso fin dall’inizio.

    Si segnala il tentativo, inizialmente concordato con Marcon ma poi fallito, della lista “Punto d’Incontro” di allargare la maggioranza comprendendo le opposizioni in una sorta di governo di emergenza. Né le opposizioni né i partiti di maggioranza hanno apprezzato questo tentativo.

    Alla fine Marcon ritira le dimissioni, dopo 18 giorni, il 12 luglio. Con una conferenza stampa in municipio (stavolta non con un post su facebook) Marcon annuncia una verifica in Consiglio Comunale e un probabile rimpasto della Giunta (sembra più che altro per salvare le apparenze sulle motivazioni delle dimissioni).

    Sui social dilaga l’ironia, ad esempio: Alle 12:30 presso l’ufficio del sindaco Marcon, l’ultimo atto della sceneggiata: “Il dimissionario pentito

    La consigliera provinciale Antonella Tocchetto del Partito Democratico commenta: “Cosa ha ottenuto da tutto ciò? Se la sua mossa era stata fatta pensando di ottenere la garanzia di essere il prossimo candidato unitario del centrodestra a presidente della Provincia con elezione diretta, come sembra passi in Parlamento, non mi pare che l’operazione sia andata in porto”.

     

    2° puntata:        LA POSIZIONE DEL PD E DELLA COALIZIONE CASTELFRANCO MERITA

    Nell’intervista del 29 giugno (Il Gazzettino e La Tribuna del 30.6.2023), Sebastiano Sartoretto stigmatizza la mossa del sindaco: “Marcon, basta sceneggiate!” “Questo non ha niente a che vedere con la democrazia e il sano dibattito politico, ma solo con ripicche di natura personale all’interno della Lega. È probabile che si concluderà a tarallucci e vino, con Marcon che ritirerà le dimissioni, dicendo di farlo per il bene della città. Succederà che Marcon ritirerà le dimissioni e si accontenterà del bacio della pantofola.” Sartoretto sostiene anche che i tre consiglieri debbano spiegare in Consiglio le ragioni per cui sono usciti dalla Lega e hanno costituito il gruppo misto. Il sindaco parla di ricatti politici che hanno causato rallentamenti amministrativi, ma di tutto questo niente abbiamo visto né saputo. Marcon non fa una bella figura davanti alla città. Non si possono usare le istituzioni per questi giochetti, perché quando qualcuno fa una denuncia, la deve esplicitare e prendere gli adeguati provvedimenti.

    PD – 6 luglio- MANCA ANCORA UNA SUDDITA AL BACIO DELLA PANTOFOLA !

    “Stefano Marcon in questo periodo sta ancora facendo il presidente della Provincia o è tutto sospeso in attesa dell’ultimo vassallo che deve effettuare il bacio della pantofola, di storica memoria, e che quindi dopo l’inchino al papa della maggioranza di Castelfranco possa tornare il papa anche in Provincia?” Il sarcasmo di Sebastiano Sartoretto, consigliere provinciale e consigliere comunale di Castelfranco del PD Castelfranco Veneto, ha incendiato l’assemblea ieri pomeriggio al Sant’Artemio (consiglio provinciale convocato dallo stesso Marcon). (da Il Gazzettino)

    Nella maggioranza nessuno si fida più di nessuno. A fronte del tentativo della lista “Punto d’Incontro (v. 3° puntata, ndr), l’11 luglio Sebastiano Sartoretto commenta: Sono due anni e mezzo che cerchiamo un punto d’incontro con la maggioranza che su questi temi, uno su tutti la piscina, ha fatto e disfatto senza mai confrontarsi nel concreto. Adesso non c’è più spazio per il confronto, c’è solo la possibilità che, con un sussulto di dignità politica, Marcon prenda atto che non ci sono più le condizioni per andare avanti e vada a casa. Ma sono certo che così non sarà e che prima di venerdì, continuando la sceneggiata, revocherà le dimissioni. Sono altrettanto certo che la compagine di maggioranza è così divisa, sia all’interno dei singoli partiti sia a livello di compagine consiliare, che certamente prima di Natale ci saranno ancora sorprese, perché il punto nodale della questione è che al loro interno nessuno si fida più di nessuno. La città si aspetta di conoscere e capire perché Marcon ha aperto la crisi e, nel caso in cui revochi le dimissioni, perché ha ritrovato la fiducia di andare avanti.

     

     

    1° puntata:        GLI ANTEFATTI E LE DIMISSIONI                               24 GIUGNO      

    Antefatti: circa 8 mesi prima tre consiglieri comunali di maggioranza abbandonano il gruppo consiliare della Lega e formano un gruppo misto, a cui si aggrega temporaneamente il consigliere uscito dal gruppo di Fratelli d’Italia (partito che in consiglio resta rappresentato da una sola persona). I tre fuorusciti non fanno mai mancare nelle votazioni importanti il loro voto favorevole alle proposte del sindaco Marcon.

    Fatto precedente: in sede di comunicazioni iniziali nel consiglio comunale del 22 giugno, il nostro capogruppo Sebastiano Sartoretto si rivolge ai tre fuorusciti, che non hanno mai spiegato le ragioni del loro costituirsi in gruppo misto. Non riceve nessuna risposta né dai tre del gruppo misto né dal capogruppo della Lega, che resta in silenzio.

    Fatto concomitante: la Lega, dopo anni di commissariamento dei suoi livelli provinciali e regionali, avvia il percorso congressuale. Il nuovo segretario provinciale sembra di una corrente diversa da quella di Marcon. Sabato 24 giugno viene eletto il nuovo segretario regionale della Lega, anche lui di una corrente diversa da quella di Marcon.

    Le dimissioni: sabato 24 giugno verso sera il sindaco Marcon deposita in Comune una lettera di due righe con cui comunica le proprie dimissioni da sindaco. In automatico, decadrebbe anche da Presidente della Provincia. Al contempo Marcon pubblica sui social un lungo post in cui, senza fare nomi ma accennando a diversi fatti, attacca la Lega a tutti i livelli, da Salvini a Zaia e poi giù, fino ad attaccare alcuni consiglieri comunali e alcuni suoi assessori. Per legge, c’è un periodo di “sospensione”: entro 20 giorni il sindaco può ritirare le dimissioni; scaduto quel termine diventano irrevocabili, il prefetto nomina un commissario e si va ad elezioni anticipate, che in questo caso si sarebbero tenute a giugno 2024 in concomitanza con le elezioni europee.

    Le reazioni della Lega e degli altri partiti di maggioranza: auspicano che Marcon ritiri le dimissioni, pensando soprattutto al problema della Provincia di Treviso. Marcon replica subito che ci ripenserà solo alle sue condizioni. Nei giorni successivi non attacca più la Lega, a nessun livello, e tutti i leghisti (dai vertici regionali in giù) sono pronti a perdonarlo qualificando le sue parole soltanto come uno “sfogo”. L’importante è che resti sindaco per non mollare la Provincia, perché ci sono circa 60 sindaci che hanno meno di 18 mesi alla scadenza del mandato e quindi non potrebbero assumere la presidenza della Provincia; sarebbe un bel problema;  così Marcon è riuscito a attirare su di sé l’attenzione e l’appoggio di tutti i livelli della Lega!

    L’andamento durante la “sospensione”, Marcon si concentra sull’attacco ai 3 consiglieri transfughi e chiede verifiche di maggioranza.