ELEZIONI COMUNALI CASTELFRANCO VENETO 2026 – ANALISI DEI RISULTATI
Nell’Assemblea del Circolo PD di Castelfranco Veneto del 16 Giugno sono stati presentati e discussi i risultati delle elezioni comunali 2026 (vedi 3 tabelle allegate) che hanno confermato alcune caratteristiche ormai consolidate del voto castellano, ma hanno anche evidenziato importanti cambiamenti rispetto alle precedenti consultazioni amministrative.
TABELLA 1: AFFLUENZA C’è stata una partecipazione elevata alle amministrative
La prima tabella confronta la partecipazione alle ultime quattro consultazioni elettorali: regionali 2025, referendum 2026, primo turno e ballottaggio delle comunali 2026.
I votanti sono stati:
- 14.158 alle elezioni regionali del novembre 2025;
- 17.052 al referendum del marzo 2026;
- 16.090 al primo turno delle comunali;
- 14.775 al ballottaggio.
Il calo di partecipazione tra primo turno e ballottaggio è fisiologico e riguarda oltre 1.300 elettori.
Va inoltre ricordato che il numero degli aventi diritto al voto nel referendum (26.388) è inferiore di 6.236 unità rispetto alle elezioni comunali (32.624 elettori), poiché nelle consultazioni referendarie non partecipano al voto gli italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE.
TABELLA 2: PRIMO TURNO Il Centro premia Ghimenton, le frazioni Pozzobon
Al primo turno Luca Pozzobon ottiene 6.398 voti (40,50%), Maria Ghimenton 4.438 voti (28,09%), Manente 4.225 voti (26,74%), Ceschini 473 voti (2,99%) e Giovine 264 voti (1,67%).
L’analisi territoriale evidenzia però una netta differenza tra il Centro cittadino e le frazioni.
Nel Centro Maria Ghimenton raccoglie 2.675 voti contro i 1.763 delle frazioni. Luca Pozzobon, al contrario, ottiene il suo miglior risultato nelle frazioni con 3.460 voti, rispetto ai 2.938 del Centro. Anche Manente presenta un consenso distribuito in modo abbastanza equilibrato, con una lieve prevalenza nelle frazioni.
I dati mostrano quindi una città politicamente articolata, nella quale il voto progressista trova maggiore consenso nelle sezioni urbane mentre il centrodestra mantiene una presenza più forte nelle aree periferiche e nelle frazioni.
TABELLA 3: IL BALLOTTAGGIO Maria Ghimenton torna avanti nel totale comunale
Dopo il primo turno Maria Ghimenton e Daniele Manente hanno trovato l’accordo di correre uniti con entrambe le coalizioni partendo dalla comunanza di programma su molti temi fondamentali per Castelfranco. Dal punto di vista formale si è trattato di un apparentamento con 2 liste della coalizione.
Nel 2026 Maria Ghimenton ha ottenuto complessivamente 7.407 voti contro i 7.171 di Luca Pozzobon, con un vantaggio finale di 236 voti. Nel 2020, invece, Sebastiano Sartoretto si era fermato a 6.880 voti contro i 7.358 di Stefano Marcon, con uno svantaggio di 478 voti.
In sei anni il centrosinistra recupera quindi ben 714 voti di differenza, passando da una sconfitta di 478 voti a una vittoria di 236.
Ancora più significativa è la lettura territoriale.
Nel Centro cittadino Maria Ghimenton conquista 4.182 voti contro i 3.269 di Pozzobon, con un vantaggio di 913 voti. Nel 2020 Sartoretto aveva prevalso su Marcon di 811 voti. Il vantaggio del centrosinistra nel Centro cresce dunque ulteriormente.
Nelle frazioni, invece, Pozzobon prevale con 3.902 voti contro i 3.225 di Ghimenton, per un vantaggio di 677 voti. Anche qui si registra però un cambiamento significativo: nel 2020 Marcon aveva vinto nelle frazioni con un margine di 1.289 voti. Il distacco si riduce quindi di oltre 600 voti.
CONCLUSIONI
I risultati del 2026 mostrano una città meno polarizzata rispetto al passato e confermano la capacità della coalizione guidata da Maria Ghimenton di ampliare il proprio consenso.
Il Centro cittadino continua a rappresentare il punto di forza del centrosinistra, ma il dato più significativo è probabilmente la forte riduzione del divario nelle frazioni, tradizionalmente più orientate verso il centrodestra.
L’analisi del voto indica quindi che esiste a Castelfranco Veneto una domanda crescente di cambiamento, di partecipazione e di attenzione ai problemi concreti della città e del territorio.
Per il Partito Democratico e per tutta la coalizione progressista questo risultato rappresenta una base solida dalla quale continuare a costruire una proposta politica credibile, radicata e vicina alle esigenze di tutti i cittadini, del Centro come delle frazioni.
ELEZIONI COMUNALI CASTELFRANCO VENETO 2026
Il Partito Democratico aderisce con una propria lista alla più ampia coalizione di centrosinistra “Castelfranco Può” a sostegno della CANDIDATA SINDACA MARIA W. GHIMENTON, giovane donna avvocata, che viene dalle fila dell’impegno civico e del volontariato, che conosce i problemi degli ultimi e non vuole lasciare indietro nessuno
La Dottoressa Maria W. Ghimenton così si presenta: “Mi sono laureata in giurisprudenza nel 2000 presso l’Università degli Studi di Padova e da più di vent’anni svolgo la professione di avvocata penalista. Presiedo l’associazione di volontariato “Cittadini Ovunque”: realtà attiva su tutto il territorio di Castelfranco Veneto con importanti progetti, svolti in collaborazione con gli Enti pubblici. Nel 2021 sono entrata nella Commissione Pari Opportunità del Comune di Castelfranco Veneto. Vivo a Bella Venezia, dove da più di dieci anni presto attività all’interno dell’associazione di quartiere. Castelfranco è da sempre la città della mia famiglia: mio padre Fernando, medico chirurgo, ha lavorato per tanti anni nell’ospedale della Città, per poi svolgere la professione in Africa per oltre trent’anni; mia madre, Maria Cristina Zizzola, è originaria di Salvarosa; il nonno Angelo era titolare dell’ osteria in centro; la nonna Antonietta è stata una storica maestra.”
Per approfondire vedi www.mariaghimenton.it
IL PROGRAMMA ELETTORALE della coalizione “Castelfranco Può”:
- Programma e profili candidati su file pdf;
- La città che immaginiamo. Insieme: Un piano strategico per una città moderna, sostenibile e inclusiva
LA LISTA DEL PARTITO DEMOCRATICO:
PROFILO DEI CANDIDATI CONSIGLIERI NELLA LISTA DEL PARTITO DEMOCRATICO
| Cognome e Nome | status |
| BELTRAMELLO CLAUDIO | Medico |
| MAGRIN VALENTINA | Autrice, Pres. Ass. In memoria di Tina Anselmi |
| SARTORETTO SEBASTIANO | Avvocato |
| BAGGIO MANUEL | Addetto alle vendite |
| BALLESTRACCI GIAN MARCO | Scrittore |
| BASSO BRUNA | Insegnante, Pensionata |
| BENETTON MATTEO | Imprenditore |
| CELI LUCIA | Consulente previdenziale |
| DE PIERI DANIELE | Insegnante |
| FALESCHINI SANDRO | Pensionato |
| FANTINATO STEFANO | Informatico |
| GARATTI STEFANIA | Insegnante |
| GARBUIO LORENZO | Informatico |
| GASPARINI GASPARE | Insegnante |
| LAMBERTI VINCENZO | Pensionato |
| MARCON NUCIO | Pensionato |
| MIOTTI PAOLA | Avvocata |
| MYRONCHUK OKSANA | Mediatrice linguistico culturale |
| NAGLIERI FRANCESCO | Professionista museale |
| SOLIGO FIORINDO | Ingegnere meccanico |
| SPALIVIERO BERNARDINO (detto DINO) | Medico |
| SPALIVIERO TERESA (detta TERESA) | Segretaria Circolo PD |
| VIOLA LAURA | Imprenditrice |
| ZANONATO AGNESE | Pensionata |
I profili dei candidati e le varie iniziative del Partito Democratico sono reperibili ai seguenti link:
Facebook: https://www.facebook.com/pdcastelfrancoveneto/
Instagram: https://www.instagram.com/pdcastelfrancov/
Tutti i documenti dei candidati della nostra lista (Curriculum vitae e Certificato Casellario Giudiziario) previsti dalla legge sono raccolti nel sito del Partito Democratico Nazionale; per visualizzarli cliccare sul seguente link: https://ftp.partitodemocratico.it/elezioni_trasparenti/index.html; si apre la pagina “Elezioni trasparenti” nella quale ci sono a destra alcune finestre.
Si cerca in successione :
- Per anno (2026)
- Per Regione (Veneto)
- Per Comune (Castelfranco Veneto)
Compaiono tutti i dati richiesti a cominciare dalla Candidata Sindaca e successivamente dei candidati consiglieri disposti in ordine alfabetico
IL CIRCOLO PD DI CASTELFRANCO VENETO VIENE INTITOLATO A TINA ANSELMI
Sabato 11 Aprile il Circolo PD di Castelfranco Veneto è stato intitolato a “Tina Anselmi”
La straordinaria lezione politica di Tina Anselmi è stata ricordata dalla nipote Valentina Magrin; l’ on. Margherita Miotto ha parlato dei valori di COERENZA di Tina sempre testimoniati dalle azioni e dalle decisioni da lei assunte.
Una efficace traduzione dei suoi insegnamenti nella prospettiva di una partecipazione sempre attiva dei cittadini è stata promossa dalla candidata sindaca alle elezioni comunali di Castelfranco Veneto 2026 Maria Ghimenton Sindaca
Per l’occasione è stata affissa in sede una targa che ricorda una celebre frase di Tina Anselmi in cui esprime il grande valore della democrazia in quanto giustizia, rispetto della dignità umana, dei diritti delle donne, tranquillità per tutti, pace.
PAGINA SPECIALE: TINA ANSELMI
TINA ANSELMI: UNA BANDIERA DEL PARTITO DEMOCRATICO DI CASTELFRANCO VENETO
11 Aprile 2026: IL CIRCOLO PD DI CASTELFRANCO VENETO DEDICA LA PROPRIA SEDE A TINA ANSELMI
13 Marzo 2026 NASCE LA SCUOLA DI TINA ANSELMI; UN LABORATORIO DI DEMOCRAZIA PER I GIOVANI
24 Dicembre 2025: RICORDO DI TINA ANSELMI: IL 23 DICEMBRE 1978, 47 ANNI FA, CON LA LEGGE 833, NASCEVA IL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE
25 Marzo 2023: CONVEGNO A CASTELFRANCO VENETO: “Tina Anselmi: una vita per la Repubblica. La Sanità servizio nazionale”
30 Agosto 2022: GARANTIRE LA SANITA’ PUBBLICA A TUTTI: IMPEGNO DEI CANDIDATI DEL PD ALLE ELEZIONI POLITICHE DEL 25 SETTEMBRE
11 Novembre 2021: PROPOSTA DEL PD DI INTITOLARE A TINA ANSELMI L’ISTITUTO STATALE DI ISTRUZIONE SUPERIORE DI CASTELFRANCO
25 Settembre 2021: L’ONOREVOLE TINA ANSELMI: LA PROPOSTA DEL PARTITO DEMOCRATICO
21 Febbraio 2020: Convegno a Castelfranco Veneto su “Tina Anselmi: l’utopia della salute per tutti”
NASCE LA SCUOLA “TINA ANSELMI”: UN LABORATORIO DI DEMOCRAZIA PER I GIOVANI
Dall’eredità civile e politica della partigiana e ministra prende forma a Padova un nuovo spazio di formazione, dialogo e partecipazione: coinvolgerà scuole, università e comunità locali per contrastare disimpegno, isolamento e fragilità sociali.
Una scuola diffusa, itinerante, pensata per riportare al centro la cittadinanza attiva, il dialogo e la partecipazione. Nasce a Padova la scuola di Cittadinanza e Democrazia “Tina Anselmi”, un progetto che si ispira all’eredità morale e politica dell’ex partigiana, costituente e ministra, scomparsa l’1 novembre 2016.
L’iniziativa prende le mosse da una convinzione che Tina Anselmi ha lasciato come insegnamento ancora attuale: “La democrazia è dialogo, è accettazione. Va vissuta e partecipata”. Ed è proprio attorno a questa idea che si costruisce la missione della scuola cioè quella di promuovere una cultura civica fondata su responsabilità, partecipazione dei giovani, cura del bene comune e difesa della democrazia.
L’obiettivo è creare uno spazio vero di ascolto, confronto e formazione per cittadini giovani e meno giovani, in un tempo segnato da disimpegno, polarizzazione e fragilità crescenti. Il progetto guarda in particolare al mondo giovanile, oggi attraversato da ansia, isolamento, disturbi alimentari, autolesionismo e difficoltà relazionali, e punta a offrire luoghi reali di incontro e crescita. La scuola sarà articolata in corsi per studenti della formazione professionale, percorsi per universitari e momenti di formazione rivolti ai formatori. Il primo anno sarà sperimentale, con modelli da 10, 12 o 16 ore da affinare progressivamente. Molte attività saranno ospitate nelle sedi di Enaip Veneto, tra i membri dell’associazione promotrice.
Tra gli obiettivi formativi ci sono il recupero dei valori lasciati da Tina Anselmi, il rafforzamento della consapevolezza civica, la promozione dell’impegno sociale e l’educazione relazionale. La scuola sarà inoltre aperta a richieste di incontri, laboratori e seminari provenienti dalle comunità locali.
A promuovere l’iniziativa sono l’Associazione in memoria di Tina Anselmi, l’Università di Padova con il Centro interdipartimentale Giorgio Lago ed Enaip Veneto, in collaborazione con l’Archivio Flamigni e con il patrocinio dell’Assessorato alla cultura del comune di Padova.
La scuola è costituita come Ets, associazione autonoma, libera, apolitica, aconfessionale e senza scopo di lucro. La presidente è Valentina Magrin, nipote di Tina Anselmi, filosofa e autrice di libri, documentari e programmi televisivi. Il vicepresidente è Angela Montemurro, commissaria regionale alle Pari opportunità. A supportare il progetto ci sarà anche un comitato scientifico composto da docenti universitari, studiose e figure di rilievo del mondo civico e culturale, tra cui Marco Almagisti, Piera Amendola, Silvia Costa, Enzo Dainese, Lorenza Leonardi, Irene Lovato Menin, Claudio Riva e Barbara Segatto
(articolo tratto da “Il Mattino” del 24.03.2026)
IL PARTITO DEMOCRATICO DI CASTELFRANCO VENETO DONA 200 EURO ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA DI CAMPIGO
“Donati 200 euro da parte del Partito Democratico di Castelfranco alla scuola dell’infanzia di Campigo, colpita domenica 25 gennaio da un incendio che ha reso inagibile l’edificio di via Calcara.
Non si è fatta attendere, da parte della comunità cittadina, la risposta alla richiesta di aiuto lanciata dalla dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo 2, Alessandra Fusaro, che nei giorni scorsi aveva segnalato come fumo e fuliggine avessero compromesso gran parte delle dotazioni scolastiche. Il rogo, sviluppatosi dall’impianto elettrico, non solo ha costretto a chiudere lo stabile almeno fino al 15 febbraio, ma ha di fatto reso inservibili libri, quaderni, giochi e materiali didattici utilizzati quotidianamente dai bambini. Una perdita importante per la scuola, che in questi giorni sta cercando di ripartire negli spazi messi a disposizione nel plesso di via Verdi, dove sono stati trasferiti temporaneamente alunni e insegnanti. Da qui l’appello della dirigente, rilanciato anche attraverso le colonne di questo giornale, che ha subito trovato ascolto. Tra i primi a muoversi, il Partito Democratico di Castelfranco. Parole di riconoscenza arrivano anche dal Comitato dei genitori di Campigo, che in queste ore sta predisponendo una lista del materiale necessario per riportare un po’ di normalità tra i banchi, seppur nella sede provvisoria.” [da Il Gazzettino del 30 gennaio 2026]
Teresa Spaliviero, segretaria di Circolo, spiega che quella mattina, non appena letti i giornali con l’appello per recuperare giochi e materiale didattico, c’è subito stata una gara di solidarietà tra gli iscritti del Circolo PD di Castelfranco, che si sono impegnati personalmente a contribuire alla spesa. È stata messa insieme la somma a fronte della quale Cartocontabile ha rilasciato il buono acquisto poi consegnato alla scuola. La dirigente Alessandra Fusaro e la sua collaboratrice Paola Michieletto hanno ringraziato di cuore, informando che lo avrebbero consegnato alle maestre.
Per parte sua, Teresa Spaliviero ha ringraziato Cartocontabile, che aveva assicurato che avrebbe praticato prezzi di favore alle maestre che utilizzano questo buono.
Il Circolo PD ha scelto di donare il buono da spendere in un negozio locale per la cancelleria (Cartocontabile) e non su una piattaforma internet multinazionale perché il PD è vicino alle realtà commerciali locali. Per questo stesso motivo la sera prima in consiglio comunale una delibera proposta dalla Giunta non è stata approvata: si trattava della proroga della convenzione di esternalizzazione dello sportello imprese (commercio): le opposizioni (non più “minoranze”, come giustamente sottolineato da Fiscon) hanno sostenuto compatte la necessità di interrompere la sequela di destrutturazione della macchina amministrativa comunale sostenuta finora dalla giunta Marcon e di voler riaprire lo sportello comunale per cittadini e imprese.
Teresa Spaliviero consegna il buono da 200 € alla Prof. Alessandra Fusaro
RISULTATI ELEZIONI REGIONALI 2025
In questo file (VEDI) vengono presentati i seguenti risultati delle elezioni regionali 2025 per il Veneto:
- Iscritti, votanti e non votanti a Castelfranco Veneto negli anni 2020 e 2025
- Voti per il candidato Presidente: Rizzo, Szumsky, Stefani, Manildo, Bui
- I voti di lista a Castelfranco V.
- I voti di lista per Manildo
- Liste per Manildo
- I voti di lista per Stefani
- Liste per Stefani
- Elezione dei Consiglieri con grafico dei voti associati ai partiti
- I candidati Consiglieri più votati a Castelfranco V.
- Preferenze dei candidati PD della Provincia di Treviso
- Voti al PD – confronto 2020 – 2025
- Voti al PD nel Veneto (in percentuale) – confronto 2020-2025
- Voti al PD nel Veneto (valori assoluti) – confronto 2020-2025
CLAUDIO BELTRAMELLO E LA SANITA’ VENETA
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Le possibili soluzioni alla crisi della sanità in Veneto
Medici di medicina generale: l’avamposto che rischiamo di perdere
In Veneto la carenza di medici di medicina generale non è un’ipotesi: è già realtà.
Negli ultimi anni la Regione ha perso circa 350 medici in attività (2020-2024).
Secondo la Fondazione Gimbe, al 1° gennaio 2024 mancherebbero 785 medici per garantire il rapporto “ottimale” (1 medico ogni 1.200 assistiti) nella nostra regione.
Intanto il carico per chi resta è sempre più pesante: oggi il medico di famiglia veneto ha mediamente 1.546 assistiti, ben oltre la media nazionale e oltre la soglia accettabile.
Sono questi i numeri che spiegano l’impossibilità per molte persone, soprattutto le più fragili, di trovare un medico vicino, di ottenere visite tempestive o semplici risposte di routine. Questo avamposto della sanità rischia di venire meno proprio là dove serve di più.
Non possiamo accettare che, nella nostra terra, la salute diventi un lusso. Difendere la sanità pubblica significa anche ricostruire la medicina di base, rendere la professione attrattiva, garantire che ogni cittadino, ovunque viva, abbia vicino un medico che sappia ascoltarlo e che se prenda cura.
La sanità pubblica non è un privilegio: è un diritto.
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Valorizzare i professionisti
La sanità veneta valorizzare professionisti è una questione urgente. Nel video, Claudio Beltramello spiega le criticità del sistema sanitario pubblico e propone soluzioni concrete per valorizzare medici, infermieri e tutti gli operatori che garantiscono cure ogni giorno.
Perché la sanità veneta rischia di perdere i professionisti
Oggi la sanità veneta affronta due grandi problemi:
- Carenza di personale in entrata
- Fuga continua di medici, infermieri e professionisti dalla sanità pubblica
Molti lasciano il sistema perché non si sentono valorizzati, ascoltati o rispettati.
Inoltre, i carichi di lavoro elevati rendono il lavoro spesso insostenibile.
Senza chi lavora negli ospedali e nei servizi territoriali, nessun modello sanitario può reggere.
Le cause della fuga dei professionisti
- Scarsa valorizzazione delle competenze
- Condizioni di lavoro difficili e stressanti
- Mancanza di ascolto e riconoscimento
- Carichi e turni troppo pesanti
Investire sulle persone: la priorità di Claudio Beltramello
Secondo Claudio Beltramello, il primo investimento deve partire dalle persone.
Valorizzare i professionisti significa:
- Garantire condizioni di lavoro dignitose
- Restituire orgoglio a chi mantiene il sistema sanitario
- Ascoltare e coinvolgere il personale nelle decisioni
- Offrire formazione continua e opportunità di crescita
Proposte concrete per la sanità veneta
- Migliorare le condizioni di lavoro di medici e infermieri
- Ridurre i carichi di lavoro e ottimizzare i servizi
- Incentivare la formazione continua
- Promuovere la partecipazione attiva dei professionisti nelle decisioni
Sanità pubblica forte e vicina ai cittadini
Per avere una sanità veneta forte, è fondamentale partire dalla valorizzazione dei professionisti.
Il video di Claudio Beltramello spiega come rafforzare il sistema sanitario pubblico e garantire un servizio efficiente e sicuro a tutti i cittadini.
Guarda il video e resta aggiornato
Guarda il video su Facebook per seguire gli aggiornamenti e approfondire le proposte di Claudio Beltramello per la sanità veneta.
PERCHE’ LA POLITICA NON GIRA PIU’ ATTORNO ALLE TASSE MA ALL’IDENTITA’ CULTURALE
Un nuovo studio Bocconi spiega perché la politica non gira più attorno alle tasse, ma all’identità culturale. E come la destra guadagna terreno proprio tra chi ha più da perdere
VEDI ANCHE ARTICOLO “PERCHE’ I POVERI VOTANO A DESTRA”
C’è un paradosso che attraversa la politica oggi. Le disuguaglianze crescono, ma la domanda di redistribuzione diminuisce. Le classi popolari, storicamente legate alla sinistra, votano sempre più a destra. E le campagne elettorali si vincono con battaglie simboliche su religione, immigrazione e “valori tradizionali” più che su salari e welfare.
Un nuovo studio (“Presidential lecture: identity politics”) firmato da Nicola Gennaioli e Guido Tabellini dell’Università Bocconi, in uscita su Econometrica, offre una spiegazione potente e spiazzante: non siamo più divisi in classi, ma in identità culturali. Ed è su queste che si gioca la partita della democrazia.
“La polarizzazione politica non ruota più attorno alla ricchezza o al reddito”, afferma Gennaioli, professore del Dipartimento di Finanza della Bocconi. “È diventata una guerra tra visioni opposte della società: da un lato i progressisti multiculturali, dall’altro i conservatori legati a identità locali, religiose e tradizionali”.
Il cambio (endogeno) di identità
Il cuore del modello è semplice e radicale: le persone scelgono l’identità che sentono più rilevante nei conflitti sociali del momento. Quando l’economia domina l’agenda, ci si divide in classi. Ma quando la cultura diventa più saliente – ad esempio per via dell’immigrazione o dei temi etici – ci si riconosce in gruppi culturali contrapposti.
Questa scelta, tuttavia, non è fissa né casuale: è una risposta dinamica ed endogena alle tensioni sociali e politiche. Il modello spiega che gli individui si identificano con il gruppo che percepiscono come più in conflitto con l’“altro” e con cui sentono maggiore affinità. Una frattura culturale più visibile rispetto a quella economica può spingere anche un operaio precario a sentirsi parte di un’identità conservatrice piuttosto che di classe.
“Chi si identifica come ‘bianco, cristiano, tradizionalista’ finirà per dare meno importanza alla redistribuzione e più alla difesa dei propri valori. Anche se è povero”, sottolinea Tabellini, professore del Dipartimento di Economia.
Una strategia (costosa) di propaganda
Il modello mostra anche come i partiti politici abbiano capito – e sfruttato strategicamente – questo meccanismo. Invece di proporre programmi economici, investono risorse nella propaganda identitaria, amplificando gli stereotipi culturali che definiscono il proprio “noi” contro “loro”: il cittadino locale contro l’immigrato, il lavoratore tradizionale contro l’élite progressista.
Nel modello, questa operazione ha un nome preciso: “spargere stereotipi”. È una forma di persuasione politica che costa risorse e produce polarizzazione: rafforza l’identificazione nei gruppi culturalmente definiti e rende le posizioni politiche sempre più estreme.
“La propaganda non punta a convincere, ma a radicalizzare”, osserva Gennaioli. “Ogni slogan estremo spinge gli avversari a essere ancora più estremi. E la politica si trasforma in guerra di religione”.
Fiducia e radici storiche
La capacità dei partiti di influenzare l’identità non è però uniforme. Il modello tiene conto del fatto che i partiti sono storicamente connessi a gruppi sociali specifici: la destra con le classi alte e i conservatori religiosi, la sinistra con i lavoratori e i progressisti. Questo legame condiziona la fiducia con cui gli elettori ricevono le promesse e la propaganda di un partito: un conservatore sarà più ricettivo ai messaggi della destra, un progressista a quelli della sinistra. E così si rafforzano le appartenenze, e con esse la polarizzazione.
Il sondaggio che ha innescato il modello
A fondamento dell’intera teoria, gli autori pongono un nuovo sondaggio su 3.000 cittadini statunitensi, rappresentativi della popolazione americana, che mostra come la maggioranza non si identifichi più in termini economici, ma culturali. E che queste identità – conservatrice o progressista – determinano credenze e posizioni su welfare, tasse, aborto, immigrazione.
Chi si definisce “bianco, cristiano, tradizionalista” è più ostile agli immigrati e meno favorevole alla redistribuzione, indipendentemente dal reddito. Chi si riconosce in una cultura progressista, “secolare, multiculturale e cittadino del mondo”, ha posizioni opposte. E vota di conseguenza.
La lezione del “China Shock”
Il modello viene poi testato empiricamente su un caso concreto: quello del “China shock”, ovvero l’impatto della concorrenza cinese sulle aree industriali statunitensi. I dati, sia dai sondaggi che dai discorsi pronunciati al Congresso, mostrano che nelle zone più colpite, gli elettori culturalmente conservatori hanno ridotto la richiesta di redistribuzione e aumentato la domanda di politiche anti-immigrazione. Proprio come il modello prevede.
Non è stato un effetto retorico di Trump: il riallineamento era già in corso. E ha prodotto un risultato potente e duraturo: un’alleanza tra élite economiche e masse culturalmente conservatrici, che spiega l’ascesa dei populismi di destra anche in contesti di crescente disuguaglianza.
Un mondo diviso (ma non più per reddito)
La tesi di Gennaioli e Tabellini non si limita agli Stati Uniti. Spiega anche il riorientamento dei partiti in Europa, il successo di campagne identitarie contro l’“élite” progressista, e la crisi dei vecchi partiti socialdemocratici. È un tassello importante di una più ampia linea di ricerca – avviata dagli stessi autori con Giampaolo Bonomi nel paper Identity, Beliefs, and Political Conflict pubblicato in The Quarterly Journal of Economics (2021) – che esplora come le identità e le credenze plasmino il comportamento politico ben oltre gli interessi economici.
“La sinistra”, conclude Tabellini, “ha sottovalutato il fatto che la cultura può contare più del reddito. Ma finché insisterà a parlare solo di diseguaglianze, senza affrontare il terreno delle identità, continuerà a perdere proprio tra i suoi ex elettori”.
COME VOTARE CLAUDIO BELTRAMELLO
Come votare Claudio Beltramello: guida pratica al voto regionale 2025
Come votare Claudio Beltramello: guida pratica al voto regionale 2025
Sapere come votare Claudio Beltramello alle elezioni regionali 2025 è fondamentale per sostenere un progetto politico che mette al centro sanità pubblica, servizi territoriali e attenzione alle persone. Questa guida pratica ti spiega in modo semplice cosa fare per esprimere correttamente la tua preferenza il 23 e 24 novembre 2025.
Quando si vota: le date ufficiali
Le elezioni regionali in Veneto si terranno domenica 23 novembre e lunedì 24 novembre 2025. È importante verificare per tempo il proprio seggio e avere con sé un documento valido e la tessera elettorale aggiornata.
Come si vota correttamente per Claudio Beltramello
Per votare in maniera valida è necessario seguire alcuni passaggi. Il voto si esprime sulla scheda elettorale dedicata alla lista provinciale e ai candidati consiglieri. Per sostenere il candidato che vuoi eleggere in Consiglio Regionale, devi scrivere la tua preferenza a mano nello spazio dedicato.
Scrivi la preferenza: cosa mettere sulla scheda
Se ti stai chiedendo esattamente come votare Claudio Beltramello, la regola è semplice: nello spazio riservato alle preferenze, devi scrivere in modo chiaro il cognome del candidato. La preferenza corretta da indicare è:
BELTRAMELLO
Ricorda che senza la preferenza scritta, il voto va alla lista ma non al candidato specifico. Scrivere chiaramente BELTRAMELLO ti permette di contribuire in modo diretto alla sua elezione.
Perché è importante esprimere la preferenza
La preferenza è uno strumento essenziale per scegliere non solo il presidente o la lista, ma anche il rappresentante che porterà le tue istanze in Consiglio Regionale. Scegliere e scrivere BELTRAMELLO significa sostenere una visione di sanità pubblica più forte, servizi territoriali più efficienti e una politica che mette al centro comunità e territori.
Il 23 e 24 novembre 2025 scegli consapevolmente: ecco davvero come votare Claudio Beltramello e dare valore al tuo voto.


