• IL PARTITO DEMOCRATICO DI CASTELFRANCO VENETO DONA 200 EURO ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA DI CAMPIGO

    “Donati 200 euro da parte del Partito Democratico di Castelfranco alla scuola dell’infanzia di Campigo, colpita domenica 25 gennaio da un incendio che ha reso inagibile l’edificio di via Calcara.

    Non si è fatta attendere, da parte della comunità cittadina, la risposta alla richiesta di aiuto lanciata dalla dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo 2, Alessandra Fusaro, che nei giorni scorsi aveva segnalato come fumo e fuliggine avessero compromesso gran parte delle dotazioni scolastiche. Il rogo, sviluppatosi dall’impianto elettrico, non solo ha costretto a chiudere lo stabile almeno fino al 15 febbraio, ma ha di fatto reso inservibili libri, quaderni, giochi e materiali didattici utilizzati quotidianamente dai bambini. Una perdita importante per la scuola, che in questi giorni sta cercando di ripartire negli spazi messi a disposizione nel plesso di via Verdi, dove sono stati trasferiti temporaneamente alunni e insegnanti. Da qui l’appello della dirigente, rilanciato anche attraverso le colonne di questo giornale, che ha subito trovato ascolto. Tra i primi a muoversi, il Partito Democratico di Castelfranco. Parole di riconoscenza arrivano anche dal Comitato dei genitori di Campigo, che in queste ore sta predisponendo una lista del materiale necessario per riportare un po’ di normalità tra i banchi, seppur nella sede provvisoria.” [da Il Gazzettino del 30 gennaio 2026]

    Teresa Spaliviero, segretaria di Circolo, spiega che quella mattina, non appena letti i giornali con l’appello per recuperare giochi e materiale didattico, c’è subito stata una gara di solidarietà tra gli iscritti del Circolo PD di Castelfranco, che si sono impegnati personalmente a contribuire alla spesa. È stata messa insieme la somma a fronte della quale Cartocontabile ha rilasciato il buono acquisto poi consegnato alla scuola. La dirigente Alessandra Fusaro e la sua collaboratrice Paola Michieletto hanno ringraziato di cuore, informando che lo avrebbero consegnato alle maestre.

    Per parte sua, Teresa Spaliviero ha ringraziato Cartocontabile, che aveva assicurato che avrebbe praticato prezzi di favore alle maestre che utilizzano questo buono.

    Il Circolo PD ha scelto di donare il buono da spendere in un negozio locale per la cancelleria (Cartocontabile) e non su una piattaforma internet multinazionale perché il PD è vicino alle realtà commerciali locali. Per questo stesso motivo la sera prima in consiglio comunale una delibera proposta dalla Giunta non è stata approvata: si trattava della proroga della convenzione di esternalizzazione dello sportello imprese (commercio): le opposizioni (non più “minoranze”, come giustamente sottolineato da Fiscon) hanno sostenuto compatte la necessità di interrompere la sequela di destrutturazione della macchina amministrativa comunale sostenuta finora dalla giunta Marcon e di voler riaprire lo sportello comunale per cittadini e imprese.

     

     

    Teresa Spaliviero consegna il buono da 200 € alla Prof. Alessandra Fusaro

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • RISULTATI ELEZIONI REGIONALI 2025

    In questo file (VEDI) vengono presentati i seguenti risultati delle elezioni regionali 2025 per il Veneto:

    1. Iscritti, votanti e non votanti a Castelfranco Veneto negli anni 2020 e 2025
    2. Voti per il candidato Presidente: Rizzo, Szumsky, Stefani, Manildo, Bui
    3. I voti di lista a Castelfranco V.
    4. I voti di lista per Manildo
    5. Liste per Manildo
    6. I voti di lista per Stefani
    7. Liste per Stefani
    8. Elezione dei Consiglieri con grafico dei voti associati ai partiti
    9. I candidati Consiglieri più votati a Castelfranco V.
    10. Preferenze dei candidati PD della Provincia di Treviso
    11. Voti al PD – confronto 2020 – 2025
    12. Voti al PD nel Veneto (in percentuale) – confronto 2020-2025
    13. Voti al PD nel Veneto (valori assoluti) – confronto 2020-2025
  • CLAUDIO BELTRAMELLO E LA SANITA’ VENETA

    VideoPuoi costruire nuovi ospedali, inaugurare reparti, tagliare nastri.Ma se mancano le persone, resta solo il cemento.Negli ultimi anni migliaia di professionisti hanno lasciato il servizio pubblico, stremati da turni infiniti, stipendi inadeguati e mancanza di riconoscimento.Se non investiamo nella valorizzazione di chi c’è già e nell’attrazione di nuovo personale sanitario, il sistema rischia di svuotarsi dall’interno.In Veneto serve una svolta: ambienti di lavoro sani, percorsi di crescita, meritocrazia vera e stipendi dignitosi.Solo così potremo garantire una sanità pubblica che funzioni davvero.Sanità. Serve aggiungere altro?

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    Le possibili soluzioni alla crisi della sanità in Veneto

    In Veneto abbiamo solo 1,6 medici ogni 1.000 abitanti che lavorano nel sistema sanitario pubblico.
    La media nazionale è 1,86, e le regioni più virtuose arrivano a 2,5.
    Siamo quart’ultimi in Italia.
    Negli ultimi 5 anni, 3.000 medici si sono autolicenziati dal sistema pubblico.
    Il rischio? Non avere più professionisti che possano garantire cure e servizi ai cittadini.
    Ma le soluzioni ci sono:
    ✅ creare ambienti motivanti e valorizzanti
    ✅ premiare il merito
    ✅ ridurre la burocrazia inutile
    ✅ pagare di più i medici, come già fanno altre regioni
    Queste non sono solo scelte tecniche.
    Sono scelte politiche.
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    Medici di medicina generale: l’avamposto che rischiamo di perdere

    In Veneto la carenza di medici di medicina generale non è un’ipotesi: è già realtà.

    Negli ultimi anni la Regione ha perso circa 350 medici in attività (2020-2024).

    Secondo la Fondazione Gimbe, al 1° gennaio 2024 mancherebbero 785 medici per garantire il rapporto “ottimale” (1 medico ogni 1.200 assistiti) nella nostra regione.

    Intanto il carico per chi resta è sempre più pesante: oggi il medico di famiglia veneto ha mediamente 1.546 assistiti, ben oltre la media nazionale e oltre la soglia accettabile.

    Sono questi i numeri che spiegano l’impossibilità per molte persone, soprattutto le più fragili, di trovare un medico vicino, di ottenere visite tempestive o semplici risposte di routine. Questo avamposto della sanità rischia di venire meno proprio là dove serve di più.

    Non possiamo accettare che, nella nostra terra, la salute diventi un lusso. Difendere la sanità pubblica significa anche ricostruire la medicina di base, rendere la professione attrattiva, garantire che ogni cittadino, ovunque viva, abbia vicino un medico che sappia ascoltarlo e che se prenda cura.

    La sanità pubblica non è un privilegio: è un diritto.

     

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    Valorizzare i professionisti

    La sanità veneta valorizzare professionisti è una questione urgente. Nel video, Claudio Beltramello spiega le criticità del sistema sanitario pubblico e propone soluzioni concrete per valorizzare medici, infermieri e tutti gli operatori che garantiscono cure ogni giorno.


    Perché la sanità veneta rischia di perdere i professionisti

    Oggi la sanità veneta affronta due grandi problemi:

    1. Carenza di personale in entrata
    2. Fuga continua di medici, infermieri e professionisti dalla sanità pubblica

    Molti lasciano il sistema perché non si sentono valorizzati, ascoltati o rispettati.
    Inoltre, i carichi di lavoro elevati rendono il lavoro spesso insostenibile.

    Senza chi lavora negli ospedali e nei servizi territoriali, nessun modello sanitario può reggere.


    Le cause della fuga dei professionisti

    • Scarsa valorizzazione delle competenze
    • Condizioni di lavoro difficili e stressanti
    • Mancanza di ascolto e riconoscimento
    • Carichi e turni troppo pesanti

    Investire sulle persone: la priorità di Claudio Beltramello

    Secondo Claudio Beltramello, il primo investimento deve partire dalle persone.
    Valorizzare i professionisti significa:

    • Garantire condizioni di lavoro dignitose
    • Restituire orgoglio a chi mantiene il sistema sanitario
    • Ascoltare e coinvolgere il personale nelle decisioni
    • Offrire formazione continua e opportunità di crescita

    Proposte concrete per la sanità veneta

    1. Migliorare le condizioni di lavoro di medici e infermieri
    2. Ridurre i carichi di lavoro e ottimizzare i servizi
    3. Incentivare la formazione continua
    4. Promuovere la partecipazione attiva dei professionisti nelle decisioni

    Sanità pubblica forte e vicina ai cittadini

    Per avere una sanità veneta forte, è fondamentale partire dalla valorizzazione dei professionisti.
    Il video di Claudio Beltramello spiega come rafforzare il sistema sanitario pubblico e garantire un servizio efficiente e sicuro a tutti i cittadini.


    Guarda il video e resta aggiornato

    Guarda il video su Facebook per seguire gli aggiornamenti e approfondire le proposte di Claudio Beltramello per la sanità veneta.

  • PERCHE’ LA POLITICA NON GIRA PIU’ ATTORNO ALLE TASSE MA ALL’IDENTITA’ CULTURALE

    Un nuovo studio Bocconi spiega perché la politica non gira più attorno alle tasse, ma all’identità culturale. E come la destra guadagna terreno proprio tra chi ha più da perdere

    VEDI  ANCHE ARTICOLO “PERCHE’ I POVERI VOTANO A DESTRA” 

    C’è un paradosso che attraversa la politica oggi. Le disuguaglianze crescono, ma la domanda di redistribuzione diminuisce. Le classi popolari, storicamente legate alla sinistra, votano sempre più a destra. E le campagne elettorali si vincono con battaglie simboliche su religione, immigrazione e “valori tradizionali” più che su salari e welfare.

    Un nuovo studio (“Presidential lecture: identity politics”) firmato da Nicola Gennaioli e Guido Tabellini dell’Università Bocconi, in uscita su Econometrica, offre una spiegazione potente e spiazzante: non siamo più divisi in classi, ma in identità culturali. Ed è su queste che si gioca la partita della democrazia.

    “La polarizzazione politica non ruota più attorno alla ricchezza o al reddito”, afferma Gennaioli, professore del Dipartimento di Finanza della Bocconi. “È diventata una guerra tra visioni opposte della società: da un lato i progressisti multiculturali, dall’altro i conservatori legati a identità locali, religiose e tradizionali”.

    Il cambio (endogeno) di identità

    Il cuore del modello è semplice e radicale: le persone scelgono l’identità che sentono più rilevante nei conflitti sociali del momento. Quando l’economia domina l’agenda, ci si divide in classi. Ma quando la cultura diventa più saliente – ad esempio per via dell’immigrazione o dei temi etici – ci si riconosce in gruppi culturali contrapposti.

    Questa scelta, tuttavia, non è fissa né casuale: è una risposta dinamica ed endogena alle tensioni sociali e politiche. Il modello spiega che gli individui si identificano con il gruppo che percepiscono come più in conflitto con l’“altro” e con cui sentono maggiore affinità. Una frattura culturale più visibile rispetto a quella economica può spingere anche un operaio precario a sentirsi parte di un’identità conservatrice piuttosto che di classe.

    “Chi si identifica come ‘bianco, cristiano, tradizionalista’ finirà per dare meno importanza alla redistribuzione e più alla difesa dei propri valori. Anche se è povero”, sottolinea Tabellini, professore del Dipartimento di Economia.

    Una strategia (costosa) di propaganda

    Il modello mostra anche come i partiti politici abbiano capito – e sfruttato strategicamente – questo meccanismo. Invece di proporre programmi economici, investono risorse nella propaganda identitaria, amplificando gli stereotipi culturali che definiscono il proprio “noi” contro “loro”: il cittadino locale contro l’immigrato, il lavoratore tradizionale contro l’élite progressista.

    Nel modello, questa operazione ha un nome preciso: “spargere stereotipi”. È una forma di persuasione politica che costa risorse e produce polarizzazione: rafforza l’identificazione nei gruppi culturalmente definiti e rende le posizioni politiche sempre più estreme.

    “La propaganda non punta a convincere, ma a radicalizzare”, osserva Gennaioli. “Ogni slogan estremo spinge gli avversari a essere ancora più estremi. E la politica si trasforma in guerra di religione”.

    Fiducia e radici storiche

    La capacità dei partiti di influenzare l’identità non è però uniforme. Il modello tiene conto del fatto che i partiti sono storicamente connessi a gruppi sociali specifici: la destra con le classi alte e i conservatori religiosi, la sinistra con i lavoratori e i progressisti. Questo legame condiziona la fiducia con cui gli elettori ricevono le promesse e la propaganda di un partito: un conservatore sarà più ricettivo ai messaggi della destra, un progressista a quelli della sinistra. E così si rafforzano le appartenenze, e con esse la polarizzazione.

    Il sondaggio che ha innescato il modello

    A fondamento dell’intera teoria, gli autori pongono un nuovo sondaggio su 3.000 cittadini statunitensi, rappresentativi della popolazione americana, che mostra come la maggioranza non si identifichi più in termini economici, ma culturali. E che queste identità – conservatrice o progressista – determinano credenze e posizioni su welfare, tasse, aborto, immigrazione.

    Chi si definisce “bianco, cristiano, tradizionalista” è più ostile agli immigrati e meno favorevole alla redistribuzione, indipendentemente dal reddito. Chi si riconosce in una cultura progressista, “secolare, multiculturale e cittadino del mondo”, ha posizioni opposte. E vota di conseguenza.

    La lezione del “China Shock”

    Il modello viene poi testato empiricamente su un caso concreto: quello del “China shock”, ovvero l’impatto della concorrenza cinese sulle aree industriali statunitensi. I dati, sia dai sondaggi che dai discorsi pronunciati al Congresso, mostrano che nelle zone più colpite, gli elettori culturalmente conservatori hanno ridotto la richiesta di redistribuzione e aumentato la domanda di politiche anti-immigrazione. Proprio come il modello prevede.

    Non è stato un effetto retorico di Trump: il riallineamento era già in corso. E ha prodotto un risultato potente e duraturo: un’alleanza tra élite economiche e masse culturalmente conservatrici, che spiega l’ascesa dei populismi di destra anche in contesti di crescente disuguaglianza.

    Un mondo diviso (ma non più per reddito)

    La tesi di Gennaioli e Tabellini non si limita agli Stati Uniti. Spiega anche il riorientamento dei partiti in Europa, il successo di campagne identitarie contro l’“élite” progressista, e la crisi dei vecchi partiti socialdemocratici. È un tassello importante di una più ampia linea di ricerca – avviata dagli stessi autori con Giampaolo Bonomi nel paper Identity, Beliefs, and Political Conflict pubblicato in The Quarterly Journal of Economics (2021) – che esplora come le identità e le credenze plasmino il comportamento politico ben oltre gli interessi economici.

    “La sinistra”, conclude Tabellini, “ha sottovalutato il fatto che la cultura può contare più del reddito. Ma finché insisterà a parlare solo di diseguaglianze, senza affrontare il terreno delle identità, continuerà a perdere proprio tra i suoi ex elettori”.

  • COME VOTARE CLAUDIO BELTRAMELLO

    Come votare Claudio Beltramello: guida pratica al voto regionale 2025

    Come votare Claudio Beltramello: guida pratica al voto regionale 2025

    Sapere come votare Claudio Beltramello alle elezioni regionali 2025 è fondamentale per sostenere un progetto politico che mette al centro sanità pubblica, servizi territoriali e attenzione alle persone. Questa guida pratica ti spiega in modo semplice cosa fare per esprimere correttamente la tua preferenza il 23 e 24 novembre 2025.

    Quando si vota: le date ufficiali

    Le elezioni regionali in Veneto si terranno domenica 23 novembre e lunedì 24 novembre 2025. È importante verificare per tempo il proprio seggio e avere con sé un documento valido e la tessera elettorale aggiornata.

    Come si vota correttamente per Claudio Beltramello

    Per votare in maniera valida è necessario seguire alcuni passaggi. Il voto si esprime sulla scheda elettorale dedicata alla lista provinciale e ai candidati consiglieri. Per sostenere il candidato che vuoi eleggere in Consiglio Regionale, devi scrivere la tua preferenza a mano nello spazio dedicato.

    Scrivi la preferenza: cosa mettere sulla scheda

    Se ti stai chiedendo esattamente come votare Claudio Beltramello, la regola è semplice: nello spazio riservato alle preferenze, devi scrivere in modo chiaro il cognome del candidato. La preferenza corretta da indicare è:

    BELTRAMELLO

    Ricorda che senza la preferenza scritta, il voto va alla lista ma non al candidato specifico. Scrivere chiaramente BELTRAMELLO ti permette di contribuire in modo diretto alla sua elezione.

    Perché è importante esprimere la preferenza

    La preferenza è uno strumento essenziale per scegliere non solo il presidente o la lista, ma anche il rappresentante che porterà le tue istanze in Consiglio Regionale. Scegliere e scrivere BELTRAMELLO significa sostenere una visione di sanità pubblica più forte, servizi territoriali più efficienti e una politica che mette al centro comunità e territori.

    Il 23 e 24 novembre 2025 scegli consapevolmente: ecco davvero come votare Claudio Beltramello e dare valore al tuo voto.

     

    FAC SIMILE VOTAZIONE

  • PROBLEMA DEGLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI

    VIDEO

    RSA, impegnative che mancano e anziani e famiglie sempre più soli.
    In Veneto abbiamo un problema di cui si parla troppo poco: la carenza drammatica di impegnative per le RSA.
    Senza impegnativa, per migliaia di famiglie significa una cosa molto semplice: o si paga tutto di tasca propria — cifre superiori ai 3000 euro — oppure l’anziano non autosufficiente resta a casa.
    Oggi siamo già in difficoltà.
    Domani lo saremo di più: gli anziani aumentano, la non autosufficienza cresce, ma il sostegno pubblico non sta crescendo allo stesso ritmo.
    E questo pesa sulle famiglie, sui Comuni, sugli assistenti sociali, e su tutto il nostro sistema socio-sanitario.
    Io credo che questo sia uno dei capitoli più seri da affrontare nei prossimi anni.
    Serve una Regione che non volti lo sguardo altrove, ma che investa davvero sulla dignità delle persone più fragili e su chi se ne prende cura ogni giorno.
    Perché una società ha valore in base a come tratta chi non può più farcela da solo.

    Per avere un’idea generale di Claudio sulla sanità,   i suoi interventi significativi sono stati raggruppati nella  pagina: “ Claudio Beltramello e la sanità veneta

  • MERCOLEDI’ 5 NOVEMBRE INCONTRO CON BELTRAMELLO SUL TEMA : “QUALI SONO I BISOGNI E I DESIDERI DELLA NUOVA GENERAZIONE DI GENITORI?”

  • 1 NOVEMBRE 2025: 9 ANNI DALLA SCOMPARSA DI TINA ANSELMI

    Il 1° novembre 2016 è morta Tina Anaselmi;  è stata la prima donna ad aver ricoperto il ruolo di Ministro della Repubblica italiana; ha difeso le lavoratrici e le madri; ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale; è per noi un grande onore saperla nostra concittadina.

    Nel sito web del nostro Circolo c’è una pagina dedicata a questa nostra grande concittadina; comprende la sua storia e alcuni avvenimenti a partire dall’anno della sua morte: Convegno 2020; Convegno 2023; varie proposte del PD per ricordarla.

    https://www.pdcastelfrancoveneto.it/category/tina-anselmi/

  • INDICATORE PER VALUTARE IL DIRETTORE GENERALE – CLIMA DA CASERMA

    Video

    Puoi costruire nuovi ospedali, inaugurare reparti, tagliare nastri.

    Ma se mancano le persone, resta solo il cemento.

    Negli ultimi anni migliaia di professionisti hanno lasciato il servizio pubblico, stremati da turni infiniti, stipendi inadeguati e mancanza di riconoscimento.

    Se non investiamo nella valorizzazione di chi c’è già e nell’attrazione di nuovo personale sanitario, il sistema rischia di svuotarsi dall’interno.

    In Veneto serve una svolta: ambienti di lavoro sani, percorsi di crescita, meritocrazia vera e stipendi dignitosi.

    Solo così potremo garantire una sanità pubblica che funzioni davvero.

    Sanità. Serve aggiungere altro?

     

    Per avere un’idea generale di Claudio sulla sanità,   i suoi interventi significativi sono stati raggruppati nella  pagina: “ Claudio Beltramello e la sanità veneta

    #veneto     #sanitàpubblica    #claudiobeltramello    #sociale    #sanitàserveaggiungerealtro    #sanità     #comunità    #regionaliveneto2025

  • COME SI PUO’ RISOLVERE LA CRISI DELLA SANITA’ IN VENETO

    Crisi Sanità Veneta: mancano medici e cresce la burocrazia

    La crisi della sanità veneta è ormai sotto gli occhi di tutti. Oggi in Veneto ci sono soltanto 1,6 medici ogni 1.000 abitanti che lavorano nel sistema sanitario pubblico. Una cifra ben al di sotto della media nazionale, che si attesta a 1,86, e lontanissima dai livelli delle regioni più virtuose, dove si arriva fino a 2,5. Il Veneto si colloca così tra le ultime quattro regioni in Italia per numero di medici nel servizio pubblico.

    Un sistema sanitario in affanno

    Negli ultimi cinque anni, circa 3.000 medici hanno lasciato il sistema sanitario pubblico veneto. Le ragioni sono molteplici: carichi di lavoro sempre più pesanti, stipendi non competitivi e una crescente burocrazia che limita l’autonomia professionale. Di conseguenza, il rischio concreto è quello di non avere più professionisti sufficienti per garantire cure di qualità ai cittadini.

    Le cause della crisi nella sanità veneta

    Oltre alla carenza di personale, pesa anche la mancanza di politiche regionali efficaci per trattenere i professionisti. Molti medici scelgono di trasferirsi in regioni dove vengono valorizzati con stipendi più alti e con un’organizzazione del lavoro più efficiente. Inoltre, l’eccessiva burocrazia rallenta i processi e riduce il tempo dedicato ai pazienti, aggravando ulteriormente la crisi della sanità veneta.

    Le soluzioni possibili

    Tuttavia, uscire da questa situazione è possibile. Servono ambienti di lavoro motivanti e moderni, dove il merito venga premiato e i professionisti possano crescere. È necessario inoltre ridurre la burocrazia, digitalizzare i processi e migliorare le retribuzioni per rendere il Veneto competitivo rispetto ad altre regioni italiane. Queste non sono solo scelte tecniche: sono scelte politiche che determineranno il futuro della sanità pubblica e il diritto alla salute di ogni cittadino.

    Un appello alla responsabilità politica

    La crisi sanitaria veneta non riguarda solo gli addetti ai lavori, ma ogni cittadino. Per questo motivo, serve una visione politica chiara e coraggiosa, capace di investire nelle persone e nei servizi. Solo così sarà possibile costruire un sistema sanitario più giusto, efficiente e vicino ai bisogni reali della popolazione.

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