PROBLEMA DEGLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI
RSA, impegnative che mancano e anziani e famiglie sempre più soli.
In Veneto abbiamo un problema di cui si parla troppo poco: la carenza drammatica di impegnative per le RSA.
Senza impegnativa, per migliaia di famiglie significa una cosa molto semplice: o si paga tutto di tasca propria — cifre superiori ai 3000 euro — oppure l’anziano non autosufficiente resta a casa.
Oggi siamo già in difficoltà.
Domani lo saremo di più: gli anziani aumentano, la non autosufficienza cresce, ma il sostegno pubblico non sta crescendo allo stesso ritmo.
E questo pesa sulle famiglie, sui Comuni, sugli assistenti sociali, e su tutto il nostro sistema socio-sanitario.
Io credo che questo sia uno dei capitoli più seri da affrontare nei prossimi anni.
Serve una Regione che non volti lo sguardo altrove, ma che investa davvero sulla dignità delle persone più fragili e su chi se ne prende cura ogni giorno.
Perché una società ha valore in base a come tratta chi non può più farcela da solo.
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VIDEO
Sulla mancanza di medici di medicina generale c’è sempre una gran confusione.
E troppo spesso, in Veneto, si scarica la colpa su Roma.
Ma una domanda semplice andrebbe fatta: chi richiede le borse di studio per la formazione dei medici di medicina generale? E chi può, volendo, aggiungerne?
La risposta è chiara: la Regione.
Negli ultimi anni non si è investito abbastanza nella formazione e nella programmazione, e oggi ne paghiamo le conseguenze: migliaia di cittadini senza medico di base, ambulatori chiusi e ospedali e pronto soccorso in sofferenza, costretti a farsi carico anche di situazioni che dovrebbero essere gestite sul territorio.
Non lo dico solo io: la FIMMG Veneto (il sindacato dei medici di famiglia) lo denuncia da anni.
Già nel 2021 avvertiva che “oltre il 40% dei medici veneti andrà in pensione nei prossimi anni, con gravi disagi per i cittadini” (Quotidiano Sanità).
E nel 2023 segnalava ancora i ritardi nei bandi di formazione come “un ulteriore indicatore negativo sull’effettiva volontà della Regione di investire nell’assistenza primaria” (Quotidiano Sanità).
Quando si ignorano per anni gli allarmi dei professionisti, il risultato è quello che vediamo oggi: cittadini senza medico, territori scoperti, pronto soccorso al collasso.
Non è una fatalità, è una scelta politica.
E serve una svolta: più formazione, più borse di studio, più attenzione al territorio.
Perché una buona sanità parte sempre da vicino, dal medico di famiglia.
Sanità. Serve aggiungere altro?
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VideoPuoi costruire nuovi ospedali, inaugurare reparti, tagliare nastri.Ma se mancano le persone, resta solo il cemento.Negli ultimi anni migliaia di professionisti hanno lasciato il servizio pubblico, stremati da turni infiniti, stipendi inadeguati e mancanza di riconoscimento.Se non investiamo nella valorizzazione di chi c’è già e nell’attrazione di nuovo personale sanitario, il sistema rischia di svuotarsi dall’interno.In Veneto serve una svolta: ambienti di lavoro sani, percorsi di crescita, meritocrazia vera e stipendi dignitosi.Solo così potremo garantire una sanità pubblica che funzioni davvero.Sanità. Serve aggiungere altro?
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Le possibili soluzioni alla crisi della sanità in Veneto
In Veneto abbiamo solo 1,6 medici ogni 1.000 abitanti che lavorano nel sistema sanitario pubblico.
La media nazionale è 1,86, e le regioni più virtuose arrivano a 2,5.
Siamo quart’ultimi in Italia.
Negli ultimi 5 anni, 3.000 medici si sono autolicenziati dal sistema pubblico.
Il rischio? Non avere più professionisti che possano garantire cure e servizi ai cittadini.
Ma le soluzioni ci sono:

creare ambienti motivanti e valorizzanti

premiare il merito

ridurre la burocrazia inutile

pagare di più i medici, come già fanno altre regioni
Queste non sono solo scelte tecniche.
Sono scelte politiche.
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Medici di medicina generale: l’avamposto che rischiamo di perdere
In Veneto la carenza di medici di medicina generale non è un’ipotesi: è già realtà.
Negli ultimi anni la Regione ha perso circa 350 medici in attività (2020-2024).
Secondo la Fondazione Gimbe, al 1° gennaio 2024 mancherebbero 785 medici per garantire il rapporto “ottimale” (1 medico ogni 1.200 assistiti) nella nostra regione.
Intanto il carico per chi resta è sempre più pesante: oggi il medico di famiglia veneto ha mediamente 1.546 assistiti, ben oltre la media nazionale e oltre la soglia accettabile.
Sono questi i numeri che spiegano l’impossibilità per molte persone, soprattutto le più fragili, di trovare un medico vicino, di ottenere visite tempestive o semplici risposte di routine. Questo avamposto della sanità rischia di venire meno proprio là dove serve di più.
Non possiamo accettare che, nella nostra terra, la salute diventi un lusso. Difendere la sanità pubblica significa anche ricostruire la medicina di base, rendere la professione attrattiva, garantire che ogni cittadino, ovunque viva, abbia vicino un medico che sappia ascoltarlo e che se prenda cura.
La sanità pubblica non è un privilegio: è un diritto.
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Valorizzare i professionisti
La sanità veneta valorizzare professionisti è una questione urgente. Nel video, Claudio Beltramello spiega le criticità del sistema sanitario pubblico e propone soluzioni concrete per valorizzare medici, infermieri e tutti gli operatori che garantiscono cure ogni giorno.
Perché la sanità veneta rischia di perdere i professionisti
Oggi la sanità veneta affronta due grandi problemi:
- Carenza di personale in entrata
- Fuga continua di medici, infermieri e professionisti dalla sanità pubblica
Molti lasciano il sistema perché non si sentono valorizzati, ascoltati o rispettati.
Inoltre, i carichi di lavoro elevati rendono il lavoro spesso insostenibile.
Senza chi lavora negli ospedali e nei servizi territoriali, nessun modello sanitario può reggere.
Le cause della fuga dei professionisti
- Scarsa valorizzazione delle competenze
- Condizioni di lavoro difficili e stressanti
- Mancanza di ascolto e riconoscimento
- Carichi e turni troppo pesanti
Investire sulle persone: la priorità di Claudio Beltramello
Secondo Claudio Beltramello, il primo investimento deve partire dalle persone.
Valorizzare i professionisti significa:
- Garantire condizioni di lavoro dignitose
- Restituire orgoglio a chi mantiene il sistema sanitario
- Ascoltare e coinvolgere il personale nelle decisioni
- Offrire formazione continua e opportunità di crescita
Proposte concrete per la sanità veneta
- Migliorare le condizioni di lavoro di medici e infermieri
- Ridurre i carichi di lavoro e ottimizzare i servizi
- Incentivare la formazione continua
- Promuovere la partecipazione attiva dei professionisti nelle decisioni
Sanità pubblica forte e vicina ai cittadini
Per avere una sanità veneta forte, è fondamentale partire dalla valorizzazione dei professionisti.
Il video di Claudio Beltramello spiega come rafforzare il sistema sanitario pubblico e garantire un servizio efficiente e sicuro a tutti i cittadini.
Guarda il video e resta aggiornato
Guarda il video su Facebook per seguire gli aggiornamenti e approfondire le proposte di Claudio Beltramello per la sanità veneta.